Protezione civile, via libera definitivo alla legge: nuove tutele penali per volontari e operatori

La Camera ha approvato il provvedimento con 131 voti favorevoli, 95 astensioni e nessun contrario. Il ministro Luca Ciriani: «Una giornata storica». Le nuove regole distinguono le responsabilità in base al ruolo svolto e al rispetto delle linee guida nelle emergenze

Christian Seu

Via libera definitivo alla Camera dei deputati alla legge che introduce una nuova disciplina generale sulla responsabilità penale relativa a tutti i reati colposi per fatti avvenuti nell'esercizio delle attività di Protezione Civile. Responsabilità penale che sarà sempre esclusa in caso di osservanza delle linee guida o delle buone pratiche. A Montecitorio il disegno di legge ha concluso il proprio iter parlamentare ed entrerà ora in vigore: il provvedimento ha ottenuto 131 voti favorevoli, con 95 deputati astenuti e nessun voto contrario tra i 226 onorevoli in Aula.
«Avevamo preso un impegno come governo, avevo preso un impegno in prima persona e oggi lo abbiamo portato a termine», commenta soddisfatto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, il pordenonese Luca Ciriani. «Nella legge è stata introdotta la norma tanto attesa, e richiesta anche da molti sindaci del Friuli Venezia Giulia, che introduce una nuova disciplina generale sulla responsabilità penale relativa a tutti i reati colposi per fatti avvenuti nell’esercizio delle attività di Protezione Civile, responsabilità penale che sarà sempre esclusa in caso di osservanza delle linee guida o delle buone pratiche».

Ciriani ringrazia il ministro alla Protezione civile Musumeci «per essere sempre stato disponibile all’ascolto e alla collaborazione, con il contributo dei senatori e dei deputati abbiamo approvato un testo pragmatico che risponde alle reali esigenze di chi ogni giorno è in prima linea per la sicurezza e il benessere degli italiani e dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.

Il Parlamento ha operato in tempi molto rapidi: il disegno di legge è infatti stato approvato dal Consiglio dei ministri a gennaio, ha iniziato il suo iter in Senato ad aprile per concluderlo i primi di agosto e arrivare all’approvazione finale da parte di Montecitorio ad ottobre. Oggi è una giornata storica di cui vado orgoglioso, un traguardo importante a cui sono fiero di aver dato il mio contributo».

Oltre ad istituire speciali sezioni contrattuali per il personale, dirigenziale e non dirigenziale, delle strutture di protezione civile delle regioni e degli altri enti appartenenti al medesimo comparto, a disporre in materia di trattamento economico e giuridico del personale non dirigenziale e dirigenziale, la norma disciplina anche alcuni profili relativi alla responsabilità penale nello svolgimento delle attività di protezione civile.

Vengono ampliate le tutele penali per chi opera nella protezione civile: le nuove regole riguardano tutti i reati colposi, rispetto ai soli casi di omicidio e lesioni previsti dal testo iniziale. Volontari, autorità e operatori non sono punibili se rispettano le linee guida o, in loro assenza, le buone pratiche, purché adeguate alla situazione concreta. La tutela riguarda ogni forma di colpa.
Se queste indicazioni non vengono rispettate, i volontari rispondono solo per colpa grave, per tutte le attività di protezione civile. Per autorità e operatori lo stesso limite vale soltanto per le misure e gli interventi urgenti di gestione dell’emergenza.
Il capo del Dipartimento della Protezione civile istituirà un elenco di esperti al quale giudici e pubblici ministeri potranno attingere per nominare periti e consulenti tecnici nei procedimenti legati a queste attività.
Per valutare la colpa e la sua gravità si terrà conto anche della prevedibilità dell’evento, del ruolo svolto da ciascuno quando intervengono più persone e delle altre circostanze rilevanti.
«Con il ddl sulla Protezione Civile compiamo un passo decisivo per la tutela del sistema di Protezione Civile Fvg, fondamentale per la nostra sicurezza e sorretto dal lavoro quotidiano di migliaia di volontari», dichiara la deputata di Forza Italia, Isabella De Monte.

«Finalmente il provvedimento definisce in modo chiaro il perimetro della responsabilità dei volontari, garantendo tutele adeguate ed evitando che chi opera nei soccorsi debba temere conseguenze legali, fatti salvi i casi di dolo o colpa grave – prosegue De Monte –. In una regione ad alta vocazione di volontariato come la nostra, dare certezze normative e serenità a chi interviene nelle emergenze è un dovere nei confronti di donne e uomini che sono motivo di orgoglio per l'intera comunità», conclude la deputata.

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