Truffa dello specchietto: professore raggirato da due malviventi

VALVASONE ARZENE. Un professore che insegna all’università di Udine, e risiede a Valvasone Arzene, è caduto nella rete tesa dai “truffatori dello specchietto”. Lui, a differenza di un’ottantaduenne di Udine che sabato ha tirato dritta intuendo l’inganno, ha perso 150 euro.
L’episodio risale a sabato, attorno a mezzogiorno. «Mi stavo recando da Muzzana del Turgnano verso San Giorgio e, all’altezza dell’abitato di Carlino – racconta il docente – ho sentito un colpo, che sul momento ho attribuito al mio passaggio in auto sopra un tombino. Ero di fretta, dovevo raggiungere un negozio prima che chiudesse. Quando l’ho raggiunto, mi sono fermato. A quel punto – continua il professore – si è avvicinata alla mia Bmw un’auto di colore nero, dalla quale sono scesi due uomini sui 25-30 anni di età che, evidentemente, mi avevano seguito. Mi hanno fatto notare una strisciata di gomma nera sulla fiancata della Bmw e l’hanno ricondotta a un urto con lo specchietto retrovisore della loro vettura».
Anche se il docente non si era accorto di nulla, si è scusato con i due e, sostanzialmente per non perdere ulteriore tempo, ha preferito risolvere la questione pagando il danno che gli era appena stato imputato. «Ho ritenuto di non dover fare la constatazione amichevole perché avevo fretta, ma mi rendo conto di aver agito superficialmente. Anche perché mi ero offerto di inviare loro il denaro, ma con una scusa hanno preferito averlo subito in contanti». E ieri mattina, apprendendo la notizia dell’anziana di Udine che aveva sventato un tentativo analogo, ha compreso di essere stato truffato. Ha sporto denuncia ai carabinieri, sperando che il caso funga da monito ad altri automobilisti.
Sempre in tema di sicurezza, vi sono state nuove segnalazioni di furti con spaccate nelle aree golenali del Tagliamento. Alle forze dell’ordine non risultano al momento denunce, ma sui social c’è stato chi ha riferito di auto danneggiate per far razzia di oggetti negli abitacoli. D’altronde, non è certo la prima volta che accade: ogni anno si verificano furti con queste modalità e se alcuni episodi terminano con una denuncia, altri si rassegnano al passaggio dal carrozziere per le riparazioni del caso senza allertare le forze dell’ordine. Le zone più “battute” dai malviventi sono soprattutto le aree golenali sanvitesi di Rosa e Carbona: il consiglio è recarvisi in bicicletta o di lasciare l’auto a pochi passi, in modo da controllarla. Innumerevoli i precedenti.
Al 15 aprile risale il tentato furto con spaccata alla vettura di Giorgio Simon, direttore generale dell’Aas 5. Simon aveva lasciato la sua Golf sul tratto che porta all’argine del Tagliamento nei pressi della caserma di Carbona. Erano le 16.30, e stava camminando in cerca di erbe. Aveva visto la scena: era stato un uomo in sella a una moto da cross, a frantumare il lunotto posteriore della Golf con un martello o un sasso. Nell’auto non c’era nulla da rubare e si era allontanato.
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