«Ho firmato per paura e mi è arrivata una bolletta da 1.000 euro»: come funziona la trappola del falso gestore
L'allarme di Federconsumatori Fvg: tre segnalazioni al giorno per contratti non richiesti e maxi-fatture. Aperte tre istruttorie all'Antitrust per le violazioni sul telemarketing. Ogni settimana sono almeno quindici le segnalazioni degli utenti a Udine

Telefonate insistenti, falsi operatori che si presentano come dipendenti del proprio fornitore di energia, presunti problemi sulle utenze e la minaccia di ritrovarsi con più contratti e doppie bollette.
È il quadro che emerge dalle segnalazioni raccolte da Federconsumatori Udine, che registra oltre 200 casi in provincia di Udine in meno di tre mesi, una cinquantina in città, con una media di circa quindici segnalazioni ogni settimana, tre al giorno.
Un fenomeno tutt’altro che marginale. «Siamo di fronte a un sistema di vendita aggressivo, che sfrutta la paura delle persone. Gli operatori fanno leva su presunti problemi tecnici, anomalie nei codici fiscali, contratti non autorizzati o rischi di interruzione della fornitura. Il consumatore viene indotto a credere che sia necessario intervenire, quando in realtà sta spesso sottoscrivendo un nuovo contratto che non aveva intenzione di stipulare», spiega Erika Cuccu, presidente di Federconsumatori Udine.
A raccontare questo meccanismo è Marilena Della Schiava, udinese, contattata da una persona che si è presentata come dipendente del suo fornitore di energia elettrica. «Mi hanno fatto credere – la testimonianza – che due nuovi gestori fossero entrati in possesso dei miei dati e che avrei ricevuto doppie bollette di luce e gas.
Mi hanno convinta a sottoscrivere un nuovo contratto con un terzo fornitore, nella convinzione che fosse l’unico modo per risolvere la situazione. Ci ho creduto e ho firmato. Quando mi sono resa conto di quanto accaduto ho inviato il modulo di ripensamento ma non è stato accettato e mi hanno mandato per un mese una fattura di oltre mille euro. A quel punto mi sono rivolta a Federconsumatori e il problema è stato risolto».
La testimonianza dimostra quanto sia facile finire in una situazione complicata. «Non parliamo solo di telefonate fastidiose: dietro ci sono contratti, addebiti, fatture anche elevate e, in alcuni casi, situazioni debitorie che si accumulano. Abbiamo riscontrato proposte con costi fissi superiori ai mille euro, servizi accessori non richiesti e addebiti per assistenza dedicata che possono superare gli 800 euro», aggiunge Letizia D’Aronco, consulente legale di Federconsumatori Udine.
A preoccupare è anche il mancato rispetto delle nuove disposizioni contro il telemarketing nel settore energetico. Le norme introdotte nell’articolo 51 del Codice del Consumo vietano le sollecitazioni commerciali telefoniche e tramite messaggi, salvo specifiche condizioni, tra cui il consenso del consumatore o una sua richiesta diretta.
È previsto che le chiamate siano effettuate da numerazioni identificabili. «Continuiamo a ricevere segnalazioni anche da persone iscritte al Registro pubblico delle opposizioni. Arrivano chiamate da cellulari e numerazioni fisse con prefissi locali, che fanno apparire il contatto credibile. La legge deve essere accompagnata da controlli e sanzioni», evidenzia D’Aronco.
Un elemento importante è che i contratti effettuati in violazione delle nuove disposizioni sono nulli e il consumatore non è tenuto a pagare. «L’avvio di procedimenti istruttori da parte dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato nei confronti di alcune società segnalate rappresenta un ulteriore segnale di attenzione. Tre i fascicoli aperti in sede di Antitrust. È importante non prendere decisioni durante una telefonata, non comunicare dati personali o codici identificativi e non sottoscrivere contratti. In caso di dubbi contattare il fornitore», conclude Cuccu. Federconsumatori invita a rivolgersi alle proprie sedi per segnalare telefonate sospette, contratti non richiesti e fatturazioni anomale.
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