Musica e spiritualità per ricordare il dramma del terremoto

Nasce il progetto Psalms – Friuli 1976_2026 con l’esecuzione nel duomo di Venzone dell’Oratorio per voci, coro ed ensemble strumentale con composizioni del canadese Kenny Wheeler ed elaborazioni del friulano  Glauco Venier

Il musicista friulano Glauco Venier al pianoforte
Il musicista friulano Glauco Venier al pianoforte

Un progetto che intende onorare la sofferenza provocata dal terremoto, a 50 anni da quei giorni, e rendere omaggio al coraggio e alla forza della ricostruzione attraverso gli strumenti più umani e sublimi: la musica e la spiritualità. Così nasce Psalms – Friuli 1976_2026, che si inserisce nelle celebrazioni dell’anniversario di quel terribile 1976, che vide la comunità friulana colpita da uno tra i più nefasti eventi sismici del secolo scorso.

Psalms – Friuli 1976_2026 vedrà la luce con le sue prime esecuzioni giovedì 28 maggio, alle ore 20.30 nel Duomo di Venzone – luogo emblematico del dramma e della rinascita – e sabato 30 maggio, alle ore 19 nel Cortile d’Onore di Villa Manin di Passariano, luogo simbolo e scrigno della cultura regionale (concerti a ingresso libero, con prenotazione su Eventbrite).

Il progetto, prodotto e coordinato da Euritmica, nasce con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla volontà di molti attori del territorio che insieme hanno scelto di dare una forma profonda e diversa alla memoria e al valore delle genti del Friuli, affidandola alla creatività e all’impegno di musicisti di altissimo livello e alla spiritualità dei versi poetici dell’Antico Testamento.

Glauco Venier con gli spartiti
Glauco Venier con gli spartiti

Psalms origina da una lunga amicizia e collaborazione professionale tra il trombettista e compositore canadese Kenny Wheeler (1930-2014) - musicista che ha segnato la storia del jazz britannico e internazionale a partire dagli anni Cinquanta – e il pianista jazz friulano Glauco Venier – celebre ed eclettica firma dello scenario musicale contemporaneo, oltre che stimato compositore e didatta. Il grande musicista canadese compose, proprio durante una visita in Friuli, otto brani musicali su altrettanti Salmi biblici (i primi otto poemi attribuiti a Re David): l’impulso compositivo fu ispirato da un concerto di musica sacra cui aveva assistito nel Duomo di Udine. Affidò poi le sue pagine a Venier che ora, a 12 anni dalla sua scomparsa, riprende i Salmi per adattarli, arrangiarli ed eseguirli in occasione del 50° anniversario del Terremoto in Friuli del 1976.

La locandina dell'Oratorio
La locandina dell'Oratorio

Per celebrare questa storica ricorrenza, il Maestro Venier ha affrontato infatti un grande lavoro di adattamento e revisione dell’Oratorio di Wheeler per consentire a questa straordinaria musica di trovare la sua prima esecuzione; ha poi individuato e raccolto un ensemble di voci soliste, strumentisti jazz d’eccezione e un coro di grande livello per un intenso lavoro di preparazione e per due esecuzioni in due luoghi iconici della nostra regione con la direzione dell’esecuzione affidata al Maestro Valter Sivilotti.

Oltre all’impegno di Venier e dei tanti musicisti che si sono messi a disposizione per un’operazione tanto sincera quanto complessa, fondamentale per la riuscita artistica è stato il supporto della prestigiosa Royal Academy of Music di Londra che - sede dell’archivio completo delle opere di Wheeler - in partnership con il progetto, ha messo a disposizione competenze, partiture e materiali.  «Con Psalms - Friuli 1976_2026 la musica si fa memoria viva e rende omaggio alle vittime del terremoto – commenta l’assessore alla Cultura Mario Anzil -, richiamando il valore profondo di una ricostruzione che ha saputo trasformare il dolore in responsabilità e nella determinazione a rialzarsi senza fermarsi. Da quella tragedia nacque il modello Friuli fondato sulla collaborazione tra istituzioni e comunità e su una visione concreta dello sviluppo, ben riassunta dal motto “Prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”, che ancora oggi parla alla nostra identità».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto