I capolavori di Picasso e Chagall per i 50 anni dal terremoto: Illegio firma la mostra «E fu mattina»

Dal 29 ottobre sedici opere d'arte esposte tra Gemona, Artegna e Osoppo: a Palazzo Elti spicca il cartone originale di Guernica firmato dal maestro spagnolo

Giacomina Pellizzari

“E fu mattina”. Lo fu il 7 maggio 1976, quando la forza distruttrice del terremoto provocò morte e distruzione e lo fu nei giorni seguenti, quando i terremotati trovarono la forza di reagire per rinascere. Sedici capolavori tra cui il cartone di Guernica con gli appunti di Pablo Picasso, firmati dagli artisti più influenti della storia dell’arte internazionale, accompagneranno i visitatori oltre la memoria del disastro, invitandoli a riflettere su cosa può resistere alle catastrofi.

Dal 29 ottobre al 24 gennaio 2027, dodici delle sedici opere saranno esposte a palazzo Elti a Gemona, tre nel castello Savorgnan di Artegna, mentre La Madonna col Bambino e santi di Pellegrino da San Daniele, la più importante del nostro patrimonio artistico sopravvissuta al terremoto, sarà visibile nella chiesa di Santa Maria ad Nives a Osoppo. «E fu mattina”, la mostra realizzata da Illegio – Associazione culturale Comitato di San Floriano, progettata da don Alessio Geretti, curatore degli eventi d’arte proposti dalla Santa Sede per il Giubileo 2025 e delle rassegne di Illegio, con il contributo dei Comuni di Artegna, Gemona e Osoppo e delle loro parrocchie, con il sostegno della Regione e di PrimaCassa, le unirà con il filo annodato da coloro che alla forza distruttiva contrapposero la ragione, l’amore, la fede, la bellezza e lo sguardo innocente dei bambini.

Unica nel suo genere, la rassegna, oltre a commemorare il cinquantesimo anniversario del terremoto, vuole trasmettere emozioni profonde e un messaggio di pace, coraggio, determinazione e resistenza. «Sarà offerta al Friuli e all’Europa perché tutti sappiano rialzarsi sempre come noi abbiamo fatto cinquant’anni fa» ha spiegato, ieri, don Geretti, alla presentazione dell’iniziativa nel palazzo della Regione, a Udine. Il percorso verrà inaugurato il 28 ottobre, alle 18, nel duomo di Gemona, in una scenografia trasfigurata da alcune luci speciali e dalle musiche di Mario Brunello, uno dei più noti violoncellisti al mondo.

La trama passerà attraverso l’estro di Renato Guttuso, Joan Mirò, Antonio Ligabue, Francisco Goya y Lucientes, Picasso e Jacqueline De La Baume, Cima da Conegliano, Pellegrino da San Daniele, Antonio Canova, Marc Chagall, Caravaggio e Augustine Frison-Roche. «Tra le varie opere - sono sempre le parole di don Geretti - basterebbe una per mobilitarci tutti: Guernica, la più famosa al mondo dedicata al tema delle distruzioni causate dalla follia e dalla violenza umana, dalle guerre. La potremo vedere nella sua dimensione gigantesca, tre metri per sette, a Gemona perché Nelson Rockefeller domandò a Picasso di replicarla nel 1955, intuendo che il gigantesco e iconico dipinto su tela aveva nel suo destino una futura collocazione, perenne, in terra spagnola. Picasso mise mano a una superficie di carta della stessa dimensione del dipinto e, con l’aiuto di Jacqueline de La Baume, realizzò l’altra Guernica identica all’originale, offrendo così su quella carta la base necessaria per trasformarla in un arazzo che si può vedere all’Onu spesso alle spalle di grandi esponenti del mondo che lì pronunciano le loro dichiarazioni in favore della pace o balbettano imbarazzati perché la pace non sanno favorirla».

Come un superstite, dopo settanta anni, il cartone è stato rintracciato: «Con appunti di Picasso in alcuni angolini e la sua mano oltre a quella di Jacqueline l’avremo davanti ai nostri occhi tale e quale all’originale». Quello descritto da don Geretti è un messaggio che oltrepassa le violenze per spronare le persone e i popoli a superare il male con un progresso di umanità, speranza e pace.“E fu mattina” è un percorso che emozionerà per la selezione della bellezza anche segreta perché dieci delle opere, stando in collezioni private, non si possono vedere mai. È il frutto, come ha fatto notare la presidente dell’associazione Comitato di San Floriano, Lara Iob, del patrimonio di amicizie e di esperienze maturate a Illegio, è un modo «per interrogarci su ciò che rese possibile la ricostruzione delle comunità e della fiducia verso il futuro. A cinquant’anni da quell’evento abbiamo la responsabilità di trasmettere questa pagina di storia legata profondamente all’identità del nostro territorio».

Lo hanno ribadito anche i sindaci di Gemona e di Artegna, Roberto Revelant e Alessandro Marangoni, e pure il presidente di PrimaCassa, Marco Gasparini, evidenziando l’unità di intenti che ha reso possibile il progetto, facendo tesoro dello spirito con cui le comunità, assieme alle istituzioni e a tutti i protagonisti della rinascita del Friuli, reagirono allora. «Questa mostra vuole commemorare i mille morti, ricordare la ricostruzione del Friuli e guardare al futuro con uno spirito rinnovato attraverso l’arte, una delle espressioni più nobili dell’uomo. “E fu mattina” interpreta il significato della speranza che ogni uomo ha nel cuore nel momento in cui perde tutto. È l’occasione per cementare ulteriormente il rapporto tra chi c’era e chi vive il domani, per parlare al cuore e per trasmettere emozioni che vanno oltre le parole» ha sottolineato l’assessore regionale al Bilancio, Barbara Zilli, la promotrice del progetto, richiamando l’attenzione sulle sedici guide, selezionate tra i giovani residenti nei comuni coinvolti, che accompagneranno i visitatori lungo il percorso espositivo. La mostra resterà aperta dalle 10.30 alle 19 martedì, mercoledì e giovedì, fino alle 20 venerdì, sabato e domenica.

Le prenotazioni sono già aperte sul sito www.efumattina.it, all'indirizzo e-mail efumattina@gmail.com e allo 0433 1950019

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