Esce “Crederai ancora” di Michele Stefanuto: «Viviamo in un’era oscura»
L’artista pordenonese, attualmente residente in provincia di Udine, ha alle spalle una lunga carriera

«Ho composto e registrato molti brani in un flusso creativo spontaneo, dopo anni di blocco e ispirazione intermittente»: è un fuoco che torna ad ardere deciso quello del cantautore Michele Stefanuto, di ritorno sul mercato discografico con “Crederai ancora”.
L’artista pordenonese, attualmente residente in provincia di Udine, ha alle spalle una lunga carriera cominciata con la prima band Photonik, con cui ha partecipato a un programma su Mtv; il successo arriva con The Panicles, nati nel 2008, accumulano esperienze importanti: un primo ep registrato agli Abbey Road Studios, un contratto con la major EMI, l’apertura per i Deep Purple, la partecipazione a X Factor nel 2015.
Negli ultimi anni, da solista con il nome Mik o con la band Mik & The Boulevard II, ha continuato a pubblicare ed esibirsi dal vivo, anche se recentemente ha prediletto formule più intime come quelle dei secret show o dello spettacolo immersivo “Ad Occhi Chiusi”.
Il suo ultimo album risale al 2019. Come nasce questo nuovo capitolo?
«Avevo bisogno di stare tranquillo, cosa che non mi permettevo da tanti anni stressanti. Nella tranquillità delle mura domestiche ho allestito il mio studio e ogni canzone sgorgava, prendeva forma da sola. In un secondo momento sono subentrati degli amici ad aiutarmi».
Chi sono i collaboratori?
«In alcune tracce c’è la firma di Simone Zampieri (The Leading Guy), c’è stata la sua preziosa supervisione e il suo ascolto su tutto il lavoro. Vincenzo Di Francesco ha registrato le tastiere e i synth aggiuntivi che non avevo immaginato io. Giulia Peraino, la mia compagna, suona il violino su “Casa tua” (dedicata alla sua Galway), ed è la voce femminile di “Fuoco lento”. Mixing e mastering sono dell’amico e fonico di sempre, Alberto Gaffuri, che mi accompagna anche con l’evento “Ad Occhi Chiusi”».
Perché “Crederai ancora”?
«Siamo in un’epoca in cui è difficile trovare una via da seguire perché sembra tutto vero e falso allo stesso tempo, siamo capovolti dalle crisi geopolitiche, in un periodo oscuro, pieno di incertezze. È complicato, insomma, credere in qualcosa, avere fiducia. E non mi riferisco a Dio, a volte è difficile semplicemente credere in noi stessi. Dentro al titolo c’è anche “re ora”, significa che ognuno di noi può essere re, non nel senso di governare gli altri ma di avere le redini della propria vita».
Lo promuoverà con la formula dei concerti segreti?
«Sì, continuerò con questa modalità, il primo evento all’alba del 28 marzo, giorno di uscita del disco, in un luogo legato alla mia infanzia. Seguiranno una serie di eventi di questo tipo»
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