Cinquant’anni di linguaggio pubblicitario: la mostra a Udine

Alla Galleria FARè la storia della Aipem. Diciotto installazioni su 50 anni di creazioni. L’inaugurazione il 10 gennaio alle 18

i loghi inventati che si possono ammirare alla mostra di udine
i loghi inventati che si possono ammirare alla mostra di udine

Una mostra che invita a considerare la pubblicità come linguaggio culturale di un’epoca e possibile strumento di lettura della storia economica degli ultimi cinquant’anni, in Friuli Venezia Giulia e non solo. È Cinquantaipem, un progetto che si articola in 18 installazioni rappresentative di mezzo secolo di sviluppo produttivo e dinamiche imprenditoriali nel Nord Italia, una selezione di iconiche campagne realizzate da Aipem.

Ospitata alla Galleria FARè di Udine (Corte del Giglio, via dei Rizzani) dal 10 al 31 gennaio e visitabile dal martedì al sabato dalle 15 alle 19, l’esposizione si configura come un distillato di creatività che include progetti anticipatori di approcci e sensibilità, in ambito pubblico e privato: dal 1980, con l’indimenticabile “Lotteria Cuore di Udine” al recentissimo “AI.pem”, l’approccio all’intelligenza artificiale che unisce alla tecnologia all’avanguardia l’expertise e la creatività umana.

Per cogliere nella sua pienezza la portata della mostra, è utile leggerla all’interno di una storia più ampia, in cui la pubblicità si afferma progressivamente come forma espressiva e fenomeno sistemico intrecciato alle trasformazioni economiche e sociali della modernità. Da fine Ottocento, quando l’affiche entra nello spazio urbano, la comunicazione commerciale sviluppa un proprio lessico, in dialogo con le arti e la cultura: dai manifesti narrativi di Henri de Toulouse-Lautrec alle immagini per la moda e l’industria di Giorgio de Chirico, fino alle operazioni linguistiche di Gabriele D’Annunzio che segnano il primo Novecento.

Con le avanguardie storiche, la pubblicità assume una dimensione pienamente progettuale, come dimostra la collaborazione tra Fortunato Depero e Davide Campari, mentre la riflessione critica di Gillo Dorfles sistematizza questo percorso, ne chiarisce il fondamento metaforico visivo-verbale e la responsabilità culturale.

Con la strutturazione delle agenzie secondo modelli professionali stabili, la pubblicità diventa pratica organizzata e il lavoro comunicativo si fonda su competenze integrate, su processi condivisi e su una progettualità che accompagna lo sviluppo economico e industriale dei territori. È in questo contesto che si colloca l’esperienza di Aipem, le cui campagne esprimono un approccio progettuale capace di anticipare mutamenti dei linguaggi, dei mercati e delle sensibilità collettive, come dimostra l’assegnazione del Leone d’Argento al Cannes Lions International Festival of Creativity, il più prestigioso concorso internazionale dedicato alla comunicazione pubblicitaria.

Il percorso della mostra si affianca alle riflessioni raccolte nel libro L’arte di saperla raccontare, scritto dal fondatore di Aipem, Paolo Molinaro. «Questa mostra ha per me un valore profondamente personale, perché i cinquant’anni di storia di questa grande agenzia si intrecciano con la mia vita e con il mio percorso professionale di fotografo, fatto anche di numerose collaborazioni a campagne e cataloghi», racconta Roberto Casasola, curatore della Galleria. “

L’inaugurazione di Cinquantaipem è fissata per sabato 10 gennaio alle ore 18, alla presenza del Vicesindaco e Assessore alle Attività Produttive Alessandro Venanzi, con partecipazione libera e gratuita per i cittadini. Durante le settimane di apertura della mostra, dal 13 al 30 gennaio, ogni martedì e venerdì, sono in programma incontri di approfondimento con professionisti del settore. Gli interventi, che si terranno dalle 17:00 alle 18:00, offriranno l’occasione per esplorare il lavoro di agenzia, visto da prospettive e sensibilità diverse. —

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