A casa stanno tutti bene: il film cult di Muccino arriva sul palcoscenico
Da venerdì 20 marzo Teatro Nuovo Giovanni da Udine con Giuseppe Zeno e Anna Galiena. Il regista: «Portarlo in scena è stata un’avventura importante»

È stato un film cult, poi una serie tv di successo e ora arriva anche sui palcoscenici italiani con un cast di attori amatissimi dal grande pubblico, capitanato da Giuseppe Zeno e Anna Galiena: A casa tutti bene di Gabriele Muccino è in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine da venerdì 20 a domenica 22 Lo spettacolo fa parte della Stagione di Prosa firmata dal direttore artistico Roberto Valerio.
Scritto da Gabriele Muccino con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison, A casa tutti bene è diretto anche nella sua versione teatrale dallo stesso Muccino, affiancato da Roberto Crea (scene), Angelica Russo (costumi) e Marco Macrini (luci). Le musiche originali di Nicola Piovani, già autore della colonna sonora cinematografica, sono a cura di Pasquale Filastò. Completano il team creativo Mirko Ruggiero e Jacopo Reale (video grafica) e Martina Glenda (aiuto regia).
I Ristuccia si riuniscono nella casa delle vacanze per festeggiare l’ottantesimo compleanno della matriarca Alba. L’incontro farà però deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni, trasformando la réunion in un autentico disastro… a interpretare sul palco i vari componenti della famiglia sono Giuseppe Zeno (Carlo) e Anna Galiena (Alba), affiancati da un cast che riunisce Lorenzo Cervasio (Paolo), Alice Arcuri (Ginevra), Vera Dragone (Elettra), Maria Chiara Centorami (Isabella), Alessio Moneta (Riccardo), Celeste Savino (Luana), Simone Colombari (Sandro), Sandra Franzo (Beatrice) e Ilaria Carabelli (Luna).
Per Muccino si tratta della prima prova registica per il palcoscenico: «Portare A casa tutti bene a teatro - spiega nelle note di regia - è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo, concentrata nella casa di famiglia, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari».
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