Mascherini e la gioia di vivere: mostra a Villa de Claricini Dornpacher di Moimacco

L’esposizione ha come curatore William Cortes Casarrubios e apre un’antologica dello scultore. Da Icaro a La notte: 14 grandi opere in bronzo inserite negli spazi del giardino

Margherita Reguitti

La bellezza dell’architettura, l’eleganza del parco, la specificità della limonaia di Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco (Udine) accolgono l’opera di un maestro della scultura italiana e internazionale del ‘900 nella mostra antologica “Marcello Mascherini. Gioia di vivere” che apre sabato 21 marzo, alle 11.

L’esposizione presenta 14 sculture selezionate dal curatore William Cortes Casarrubios in strettissima collaborazione con l’Archivio Marcello Mascherini e con il sostegno della Regione che ha riconosciuto la Fondazione de Claricini Dornpacher, ente promotore dell’esposizione, Contenitore culturale creativo.

Villa Villa de Claricini Dornpache
Villa Villa de Claricini Dornpache

Si tratta della prima mostra di un ciclo ideato da Alessandro Del Puppo con il coinvolgimento di ricercatori del Dipartimento di Studi umanistici e Patrimonio culturale dell’Università friulana, per gli spazi della Villa, edificata nel XVII dalla nobile famiglia di origini bolognesi. Un percorso di grandi opere in bronzo realizzate fra il 1940 e il 1980 per rendere omaggio, a 120 anni dalla nascita, a un maestro del panorama artistico mondiale, richiamando l’idea delle esposizioni en plein air dagli anni ‘50 ai ’70. «Il filo di lettura nel percorso - spiega il curatore William Cortes Casarrubios - è il fatto che tutte le grandi opere del giardino sono state pensate dallo scultore per spazi aperti. Arrivano sia da Azzano Decimo sia da Sistiana, sedi che conservano il patrimonio artistico. Rappresentano tutte le fasi della sua carriera con un itinerario ad anello non cronologico fra soggetti femminile-mitologici che si conclude nella limonaia».

Qui sono collocate opere di grande significato per comprendere l’opera tutta dello scultore come Bagnate frammento (1952), Icaro (1957) e La notte (1960). In questo dialogo tra volume plastico e ambiente lavori come La Terra (1944), Cantico dei Cantici (1962) e Figura jonica (1967) si confrontano in una tensione monumentale che diventa dimensione organica e metamorfica in relazione contemporanea con gli spazi del luogo.

Trova collocazione nella galleria della Villa il ciclo dei Fiori, focus tematico sull’ultima fase della ricerca artistica di Mascherini. Attraverso figure che sono un testamento morale dell’artista, fra le quali Fiore del ricordo (1972) e Fiore di pietra (1974), emerge una poetica che fonde natura e artificio, energia vitale e inquietudine formale. Un percorso arricchito dall’esposizione di disegni e incisioni. Nell’intreccio di materia, luce e paesaggio, i bronzi scelti, in una gamma di dimensioni e volumi diversi, raccontano la “gioia di vivere” attraverso elementi stilistici che connotano l’intera produzione dell’artista. «La mostra - sottolinea Oldino Cernoia, presidente della Fondazione de Claricini Dornpacher - rientra nel programma di attività, confermando la vocazione artistica della Villa la cui fama ha superato di gran lunga i confini regionali e nazionali. Visitarla sarà un’occasione preziosa».

Da Udine, dove era nato, Mascherini (1906-1983) si stabilisce a Trieste. Qui si forma alla Scuola per capi d’arte dell’Istituto Industriale Alessandro Volta allievo, fra gli altri, di Alfonso Canciani. Negli anni ‘30 ottiene importanti incarichi pubblici collaborando con architetti come Giò Ponti e Marcello Piacentini, e partecipa alle principali rassegne nazionali. Nel dopoguerra è protagonista della rinascita culturale triestina e consolida la sua fama internazionale: partecipa alla Mostra d’arte italiana del XX secolo aperta nel 1949 al Museum of Modern Art di New York e nel 1950 ottiene il primo premio per la scultura alla Biennale di Venezia, ex aequo con Luciano Minguzzi. Espone a Parigi e in Germania, affermandosi nel panorama europeo. Parallelamente lavora per il teatro come scenografo e costumista nel capoluogo giuliano e a Roma.

A completamento del progetto espositivo si svilupperà un intervento artistico-fotografico di Alessandro Ruzzier. Non una semplice catalogazione delle sculture ma una visione nuova delle opere di Mascherini da un punto di vista critico-interpretativo. La pubblicazione sarà presentata presumibilmente a maggio. La mostra resterà aperta fino al 2 giugno, tutte le informazioni su https://visit.declaricini.it/) e via mail info@declaricini.it.

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