«E ven la fin dal mont!»: il terremoto del '76 raccontato con gli occhi dei bambini
Paola Treppo cura un volume inedito per l’associazione “Int di Cuje”. Tra memorie di baracca e cantieri, la cronaca di un'infanzia vissuta come un’avventura in mezzo alle macerie

“E ven la fin dal mont! (Viene la fine del mondo! ). Una bambina friulana nel terremoto del 1976”, è il titolo della pubblicazione curata dalla scrittrice, giornalista e fotografa friulana Paola Treppo per l’associazione “Int di Cuje” (Tarcento). Il volume è dedicato al drammatico tempo del sisma che colpì duramente il Friuli e in particolare i paesi del “cratere del terremoto” , con epicentro localizzato a qualche chilometro ad est di Gemona.
Arricchito da molto materiale fotografico, si affianca alla memoria collettiva dell’Orcolat con una prospettiva inedita e sorprendente: quella dei bambini che vissero quegli anni come un’avventura attraverso la raccolta di testimonianze inedite: le memorie dei piccoli di Coja, con il ricordo di chi fondò la scuola “Monsignor Camillo Di Gaspero” in quei giorni difficili, oltre a numerosi documenti d’archivio e immagini storiche.
«Il titolo – svela Paola Treppo – viene da un’esclamazione reale di mia nonna Regina Felicita Monsutti che si’teneva’a un palo della luce, in quella sera del 6 maggio durante la terribile scossa. Io avevo cinque anni. È la narrazione di come la vita si divida nettamente tra un prima e un dopo e di come le comunità, in particolare quella di Plan di Paluz ha resistito, della nascita di una scuola paritaria, gratuita che accoglieva tutti, ricchi e poveri, in mezzo alle macerie, quella di Don Antonio Villa e di Maria Eva Sopranzetti».
Nella foto di copertina con una giovane donna sorridente, un gatto e una bambina, la stessa autrice che ricorda: «Mia mamma cercava sempre di tranquillizzarci. Per noi bambini e ragazzi, dai due ai diciotto anni, una vera squadra, fu un’avventura infinita, ci sentivamo liberi, avevamo da mangiare quanto volevamo. Eravamo in tantissimi bambini: oltre ai parenti e alle sorelle, avevi tutti i vicini di “baracca” a cui bussavi, per chiamarli. Non sapevamo di vivere un tempo straordinario. Mentre gli adulti lavoravano per ricostruire noi correvamo tra i cantieri, esploravano i boschi, ci autogovernavamo nei villaggi prefabbricati, sviluppando un’autonomia precoce e un senso di responsabilità che ci avrebbe marcati per sempre».
Una dimensione dell’infanzia raccontata con profondità e delicatezza, da chi visse realmente quegli anni: memorie che ai friulani che attraversarono quel tempo “sbloccherà” più di qualche ricordo. “Abbiamo tenuto duro, non c’era tempo di lamentarsi, di “fare i capricci”, perché vedevi chi lavorava; mio papà tornava a casa con le mani piene di calce, si alzava prestissimo e tornava tardi la sera. Già il friulano di suo è uno che tiene dentro le cose, cerca di non chiedere niente a nessuno, di essere autonomo. Figuriamoci cosa significò il terremoto. Mia nonna aveva lavorato tutta la vita per comprarsi una casa, da sola, era ragazza madre, emigrazione e miseria, poi viene il terremoto e ti butta giù l’unica casa che hai. Dovevi rimetterti in carreggiata sapendo che nessuno avrebbe fatto per te quello che potevi fare tu. Scrivere questo libro è stato terapeutico e drammatico mi ha fatto rendere conto del dolore rimasto fermo lì perché chi è stato coinvolto era impegnato a fare per ricostruire e andare oltre. Non abbiamo mai avuto un momento per dirci: adesso siamo arrivati. Come si dice un “friulano non è mai felice, al massimo è contento” ».
Nel libro il racconto del rientro alla normalità in un Friuli trasformato. «Quando finalmente andammo a vivere nelle nostre “case nuove” ci disperdemmo, conclude Treppo – Quella vita tutti insieme, fatta di voci sempre presenti, di grida, di schiamazzi da mattina a sera, di eterni giochi e di porte mai chiuse a chiave, rimase un ricordo che avremmo custodito per sempre».
Il volume si apre con prefazioni di Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione, di Roberto Revelant, presidente dell'Associazione Comuni del Terremoto e Sindaci della ricostruzione del Friuli, di Mauro Steccati, sindaco di Tarcento, eSilvia Fina, assessore alla Biblioteca e al Turismo di Tarcento, e di Alex Franz, presidente dell'Associazione Int di Cuje Il libro sarà in presentazione dal 28 giugno a Tarcento per poi arrivare a Chiopris, Faedis, Venzone, Gemona, Spilimbergo, Mariano del Friuli. A tutte le presentazioni sarà possibile, attraverso una offerta libera, ricevere una copia del libro.
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