La Massoneria: “La donna al centro della storia, è questa la rivoluzione per cui battersi”

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza delle donne giunge ferma la condanna del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia Luciano Romoli: "Scontiamo un analfabetismo affettivo che genera impulsi di sopraffazione che sempre più spesso sfociano in atti eclatanti e in omicidi orribili. Per arrestare questo scempio deve farsi strada una nuova coscienza. Dobbiamo mettere in campo un'etica civile fondata sui valori del diritto e dell'eguaglianza tra i sessi"

"Una donna ogni due giorni in Italia perde la vita per mano di uomini violenti, che ne cancellano l'esistenza per irrazionale desiderio di possedere. Numeri da genocidio, che non possono essere arrestati solo con l'inasprimento delle pene, bisogna innescare un percorso a ritroso, culturale e affettivo, usare un lessico nuovo (il male sta anche nelle parole) instaurare una grammatica dei sentimenti degna di una società evoluta".

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza delle donne giunge ferma la condanna del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM Luciano Romoli.

"Scontiamo un analfabetismo affettivo che genera impulsi di sopraffazione che sempre più spesso sfociano in atti eclatanti e in omicidi orribili. Per arrestare questo scempio deve farsi strada una nuova coscienza. Dobbiamo mettere in campo un'etica civile fondata sui valori del diritto e dell'eguaglianza tra i sessi. "

La Gran Loggia d'Italia, da oltre mezzo secolo, ha scelto di aprire la propria Obbedienza alla partecipazione delle donne, affermando con decisione un modello inclusivo e rispettoso della dignità di ogni persona. Una scelta che non solo anticipava i tempi, ma che oggi ribadisce con convinzione, in piena conformità ai valori e ai principi sanciti dalla Costituzione italiana.

In particolare, tale apertura rappresenta una concreta attuazione del dettato dell'Articolo 3, che impegna la Repubblica – e ogni sua espressione sociale – a rimuovere gli ostacoli che limitano l'eguaglianza sostanziale tra i cittadini.

La Gran Loggia d'Italia continua dunque a confermare, attraverso questa linea di coerenza e responsabilità, il proprio impegno nella promozione dell'uguaglianza, della partecipazione e del pieno riconoscimento del ruolo delle donne nella vita civile e iniziatica del Paese. Visione dinamica quella dei padri costituenti che hanno voluto ribadire che non basta solo la tutela, pur necessaria, della sfera dei diritti inalienabili, è lo sviluppo della persona umana, che va assicurato per esercitare una cittadinanza piena”.

Cerchiamo di non ridurre questa giornata, voluta dall'Organizzazione Internazionale delle Nazioni Unite, in un momento di vuota celebrazione formale. L'appuntamento deve innescare un'analisi responsabile che porti alla definizione dei passi da compiere. Non deve farci paura l'educazione sentimentale dobbiamo piuttosto promuoverla nei luoghi in cui si amministra il sapere e nelle organizzazioni produttive, imparando a soffocare ea disinnescare ogni atto di sopraffazione. In questo impegno si riconosce la Libera Muratoria che sostiene le ragioni ei valori di un neoumanesimo imperniato sulla centralità della persona.

Dobbiamo compiere una nuova rivoluzione copernicana per bilanciare finalmente i rapporti tra i sessi che riportino l'asse delle relazioni a una sintesi alta. Potrà aiutarci un uso corretto delle tecnologie, che rischiando di tramutarsi in una leva di potente amplificazione dei gesti di offerta della dignità, i casi dilatanti di cyberbullismo sono lì a dimostrarlo, se non saremo puntuali nel definire le regole di un gioco grande e troppo pericoloso.

Questo è possibile – conclude Romoli – se ritroviamo la dimensione umana nel percorso di uno sviluppo che non riusciamo più a comprendere”.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto