Premio Latisana, la storia diventa protagonista: ecco i finalisti
Sono stati scelti i friulani Fabrizio Bozzetti, Elisa Menon e il croato Robert Perišić. Appuntamento con la cerimonia di premiazione sabato 18 aprile al teatro Odeon

La compattezza culturale del Nord-Est rafforza legami in un’epoca segnata dai conflitti, e la letteratura resta uno spazio di profondità e complessità: ci ricorda che la realtà non ha una voce sola.
Il Premio Letterario Internazionale “Latisana per il Nord-Est” di pagine ne ha sfogliate molte: un gesto che si ripete da oltre trent’anni, dal 1994, quando il marchio era “Latisana per il Friuli”.
Sabato 18 aprile, alle 20.45 al Teatro Odeon, sarà celebrata la trentatreesima edizione. Media partner è il gruppo Nem.
I romanzi finalisti, sui cinquantasette esaminati dalla giuria, hanno ora un titolo e un autore. Eccoli: “Margherita dei ribelli”, di Fabrizio Bozzetti (DeriveApprodi), “Guance bianche e rosse”, di Elisa Menon (Einaudi) e “La gatta alla fine del mondo”, di Robert Perišić (Bottega Errante Edizioni).
«C’è l’urgenza di riaffermare il valore materiale del libro in una società digitale», osserva Mauro Bordin, presidente del consiglio regionale. «La scrittura è un’arte e, come tale, lascia una testimonianza. Per questo va evidenziato il valore dei premi, soprattutto quando coinvolgono le scuole».
Che il Friuli Venezia Giulia sia una regione a forte trazione culturale è un dato di fatto, certificato dalla presenza cospicua di festival, concerti, stagioni teatrali, eventi. «Gorizia capitale della cultura europea nel 2025 e Pordenone, nel 2027, capitale italiana per la cultura: significherà pur qualcosa?», si domanda l’assessore regionale Mario Anzil.
«Il Nord Est è passato da margine a centro attraverso una dottrina germogliata sulla frontiera grazie anche agli investimenti della Regione, fra i più sostanziosi della Penisola, e dei privati, con ricadute territoriali importanti».
Il “Premio Latisana” è ormai «un punto di riferimento nazionale» — spiega il condirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, che condurrà la serata del 18 aprile — in una Regione come la nostra, che rappresenta un ricco ecosistema narrativo, con importanti riflessi culturali ed economici. Il compito di un quotidiano, oltre a diffondere notizie e suggestioni, è diventare archivio della memoria. Ed è gratificante vedere una gioventù coinvolta e interessata in un’epoca perlopiù consacrata ai social».
Curiosando tra le pagine degli scritti scelti per la battaglia finale, Cristina Benussi, presidente della giuria tecnica, ne ha illustrato contenuti e atmosfere. Scende nel XIV secolo la vicenda della diciassettenne Margherita, protagonista del romanzo di Bozzetti, che fugge dalla sua nobile casata per unirsi all’eretico Dolcino da Novara, braccato dall’Inquisizione.
Il 1945 è, invece, lo sfondo dell’esordio letterario di Elisa Menon: la giovane Elda Turchetti, accusata di collaborazionismo, viene uccisa durante l’eccidio di Porzûs, mentre Gino è tra i giovani garibaldini saliti sui monti per la resa finale.
Una favola ecologica sulla nascita della civiltà europea è, infine, la storia scelta dallo scrittore croato Perišić: un’isola dell’Adriatico e un ragazzo in fuga dalla schiavitù, in un fatto che unisce antichità e presente.
«La salute del Premio è l’esito di «una lunga e appassionata narrazione», precisa Martina Cicuto, assessore del comune di Latisana, «ma anche di dialogo tra culture confinanti e di una funzione sociale della letteratura, capace di valorizzare le voci marginali e la pluralità identitaria del territorio».
Accanto al filone principale si affiancano altri due riconoscimenti: il “Premio Coop Alleanza 3.0”, con una giuria mista di lettori e ragazzi, che sarà assegnato a “Promettimi che non moriremo” di Mara Carollo (Rizzoli) e
il Premio Banca360FVG, deciso da un gruppo composto da sole ragazze (rappresentate in conferenza stampa da Anita Ferrante e da Lucia Brichese), sarà consegnato a Lorenza Stroppa per “La cassetta delle lettere per i cari estinti” (Mondadori). Il libro dell’autrice pordenonese ricorda l’importanza degli affetti e del prendersene cura. Uno spazio simbolico dove affidare le parole che non siamo riusciti a dire alle persone amate, che non ci sono più. Gli studenti dell’Isis Enrico Mattei di Latisana, sempre il 18 aprile, alle 10 all’Odeon, potranno dialogare con l’autrice.
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