La satira surreale di “Fiume o morte!” vince l’Efa come miglior documentario

La pellicola sull’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio prodotta dalla friulana Videomante è stato premiato a Berlino nella categoria “European Documentary"

Paolo Lughi

Fiume o morte!”, ideato, scritto e diretto dal 40enne fiumano Igor Bezinović, si è imposto a sorpresa sabato sera a Berlino alla 38a edizione degli European Film Awards (gli Oscar del cinema europeo) come miglior documentario. Succede addirittura a No Other Land, la coproduzione israelo-palestinese sull’esplosiva situazione in Cisgiordania, che è stata un caso e che ha vinto l’Oscar negli Usa dopo l’affermazione un anno fa in Europa.

Fiume o morte! ha battuto un autore riverito come Albert Serra (Tardes de soledad), un’opera coraggiosa, segnalata anche da Woody Allen come Riefenstahl di Andres Veiel, documentari caldi su luoghi di tragedia come l’Ucraina (Songs of Slow Burning Earth) e Gaza (With Hasan in Gaza).

Il documentario di Bezinović - che nel febbraio scorso era stato anche il primo film di un regista croato a vincere il Festival di Rotterdam – ha conquistato i rappresentanti dell’European Film Academy con la sua originalissima rievocazione surreale e satirica, fra documenti d’epoca, narrazione ironica, reportage e finzione, della cosiddetta impresa di Fiume. Ovvero la controversa occupazione per sedici mesi, dal 1919 al 1920, del capoluogo quarnerino da parte di Gabriele D’Annunzio coi suoi legionari. Episodio celebre, ma forse non ancora abbastanza approfondito della storia lacerata di queste terre di confine.

Formatosi all’Accademia d’Arti Drammatiche di Zagabria, Bezinović ha guidato una coproduzione transfrontaliera anch’essa piuttosto originale, all’insegna del dialogo fra Paesi e Storie come noto non sempre armoniche, che ha visto collaborare la casa cinematografica croata Restart, la slovena Nosorogi, nonché la friulana Videomante.

Igor Bezinović a Trieste e Gorizia con “Fiume o morte!”
Un'immagine del film su D’Annunzio “Fiume o morte!”

Ma il lavoro di Bezinović è profondamente legato al Nordest italiano, riflettendo nella sua realizzazione attuale il contesto geografico e storico che era stato anche dell’avventura dannunziana. Oltre che per la maggior parte a Fiume, il film è girato nella parte iniziale anche a Venezia, a Ronchi - nota tappa del viaggio del poeta-soldato - e a Trieste, citando la recente inaugurazione della sua statua. In più Fiume o morte! vede recitare, fra i sette cittadini fiumani odierni che interpretano ironicamente D’Annunzio, anche Andrea Marsanich, storico corrispondente del Piccolo proprio da Fiume.

 

Impegnato sul piano civile (ritirando il premio ha lanciato un appello contro la militarizzazione della Germania), Bezinović a suo tempo aveva spiegato com’era nata e cresciuta ancora in gioventù la sua idea di approfondire l’occupazione di Fiume. A vent’anni si era accorto che non sapeva nulla di quella vicenda che riguardava la sua città, perché non veniva insegnata nella scuola croata che aveva frequentato, al contrario delle quattro scuole elementari e del liceo italiani.

Così aveva sentito la necessità di ricostruire l’episodio, per lui e soprattutto per i fiumani, con un punto di vista storico complessivo. Il progetto di Fiume o morte! ha poi comportato una decina d’anni di ricerche e pianificazione, con tre direttrici: cronologia rigorosa dei fatti, materiali d’archivio (sono diecimila solo le foto dell’episodio) e confronto diretto con gli storici. Nel sorprendente risultato finale, con una sorta di straniamento brechtiano vediamo le immagini d’archivio alternate a sequenze in cui le situazioni storiche sono fatte rivivere dagli attuali abitanti della città (che spesso parlano in fiumano) nello spazio pubblico della moderna Fiume.

Intervistato un anno fa dal Piccolo dopo la vittoria del film a Rotterdam, Bezinović aveva tenuto a precisare: «È una storia per tutti, croati, italiani, fiumani. Non è una storia con un punto di vista nazionalista».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto