Dedica festival a Pordenone: il conflitto in Irlanda negli scatti di Frilet e i fumetti di Alary

Il fotoreporter protagonista di una rassegna che riunisce circa quaranta immagini realizzate negli anni più duri del conflitto nordirlandese

Oscar D'Agostino
Lo scrittore Chalandon con Frilet
Lo scrittore Chalandon con Frilet

Un conflitto (quello in Irlanda del Nord, noto come The Troubles, dalla fine degli anni Sessanta al 1998) e una città (Belfast) in cui hanno vissuto e lavorato accomunano lo scrittore francese Sorj Chalandon e il fotoreporter Patrick Frilet, protagonista di una mostra inaugurata il 15 marzo a Pordenone nell’ambito di Dedica.

Patrick Frilet ha iniziato a frequentare Belfast all’inizio degli anni Settanta, quando si è trasferito in città come insegnante di francese e ha condotto una ricerca sugli effetti della guerra nella vita dei più giovani. Da quell’esperienza è nata la sua attività di corrispondente per il quotidiano “Libération” e una lunga carriera di fotoreporter internazionale.

Anche Sorj Chalandon fu inviato come reporter a Belfast e che da quell’esperienza avrebbe tratto alcuni dei suoi romanzi più intensi. «Sono arrivato a Belfast perché io che fin da piccolo avevo lottato contro l’ingiustizia non potevo tollerare quella situazione», ha affermato lo scrittore francese intervenuto, nella seconda giornata del festival Dedica che lo vede protagonista all’inaugurazione della mostra “The Troubles” in biblioteca civica

L’esposizione riunisce circa quaranta immagini realizzate negli anni più duri del conflitto nordirlandese e restituisce uno sguardo ravvicinato sulla vita quotidiana in una società segnata da barricate, presidi militari e comunità divise. Realizzate stando nei luoghi degli scontri e della vita quotidiana, le immagini del fotoreporter restituiscono l’atmosfera di un paese sospeso tra paura, resistenza e desiderio di pace e raccontano una guerra spesso raccontata in modo superficiale come conflitto religioso ma che, come è stato ricordato durante l’incontro di presentazione, «affondava le proprie radici in una più complessa vicenda politica e post-coloniale legata alla storia del dominio britannico in Irlanda del Nord».

Non solo fotografia, ma anche fumetto per raccontare Chalandron. Nel pomeriggio di domenica 15 marzo il percorso è proseguito al Palazzo del Fumetto, dove è stata inaugurata la mostra “Il bastardo a volte è un ragazzo formidabile che si arrende”, dedicata alle illustrazioni di Pierre Alary (presente a Pordenone) tratte dalle graphic novel Mon traître e Retour à Killybegs, adattamenti a fumetti dei romanzi di Chalandon.

Autore tra i più apprezzati della scena francese contemporanea, Alary ha tradotto in immagini la storia dell’amicizia tra Antoine, un liutaio parigino affascinato dall’Irlanda, e Tyrone Meehan, leader dell’Ira e figura carismatica della lotta repubblicana. Attraverso un tratto dinamico e una costruzione narrativa di forte impronta cinematografica, le tavole restituiscono paesaggi, atmosfere e tensioni morali dei romanzi di Chalandon, mettendo al centro il tema del tradimento e delle sue conseguenze umane.

Le due mostre compongono così un unico racconto visivo che attraversa memoria storica, esperienza personale e immaginazione narrativa, offrono al pubblico del festival nuovi punti di accesso all’universo letterario di Sorj Chalandon e alla complessa storia dell’Irlanda del Nord.

Nel terzo giorno del festival Dedica l’opera di Sorj Chalandon si declina in teatro. Oggi, lunedì 16, il festival approda infatti alla scena: alle 20.45, al Capitol di Pordenone, va in scena la lettura scenica “La quarta parete. La pace in teatro, la guerra tutto intorno”, tratta dall’omonimo romanzo di Chalandon e affidata alla cura registica di Gabriele Vacis, fra i maestri del teatro italiano contemporaneo, che porta sul palco la forza narrativa del romanzo insieme a Lorenzo Tombesi, Edoardo Roti e Letizia Russo, mentre la scenofonia è firmata da Roberto Tarasco, collaboratore storico del regista e presenza costante nei suoi progetti artistici.

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