Dieci anni de Il Volo: «Un felice viaggio e cantare a Palmanova sarà un privilegio»

L’Italia, per definizione, è “il Paese del bel canto”: da Tito Schipa a Luciano Pavarotti, passando per Giuseppe Di Stefano, Beniamino Gigli, Enrico Caruso e Andrea Bocelli, il firmamento mondiale della lirica è sempre stato punteggiato da stelle italiane. È qualcosa di ben noto a chi ha deciso, dieci anni fa, di puntare su tre giovanissime voci liriche assemblate quasi casualmente in uno studio televisivo, plasmandole e creando il progetto planetario “Il Volo”, con la complicità “dell’americano” Tony Renis e con la regia dell’italianissimo Michele Torpedine.
I festeggiamenti per i due lustri di carriera di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble sono partiti dai live in Giappone e approderanno il 22 giugno in piazza Grande a Palmanova (biglietti su www.azalea.it). Ne parliamo coi protagonisti (che rispondono coralmente), accompagnandoli in un viaggio in treno verso la loro adottiva Bologna.
Dieci anni di successi: in sintesi?
«Gli anni “volano”. Questo è un lungo viaggio, fatto di momenti belli e dfficili. Siamo fortunati che a livello umano andiamo d’accordo e che ci aiutano grandi professionisti».
Nel suo libro “Ricomincio dai tre”, Michele Torpedine mette in luce la vostra riconoscenza, sentimento assai raro nel mondo dell’arte...
«Nella vita bisogna essere corretti e dire sempre la verità: Michele è l’uomo che ha contribuito più di tutti a cambiarci la vita. Gli siamo grati e ci riconosciamo perfettamente in quello che ha scritto. Torpedine ci ha fatto crescere, umanamente e professionalmente, ed è sempre al nostro fianco».
“A chi mi dice”, dopo le versioni dei Blue e di Fausto Leali con Mina, è il vostro nuovo singolo. Come avviene la scelta delle canzoni da incidere e da portare on stage?
«All’inizio era molto difficile per noi poter esprimere delle preferenze, ma anno dopo anno ci siamo rodati e adesso ogni scelta è frutto di un sereno confronto con i nostri discografici, con la produzione. Quello che cantiamo è il risultato di una consapevole scelta».
Dopo Barbra Streisand, Placido Domingo e altre collaborazioni c’è un traguardo che vi manca?
«Abbiamo ricevuto un paio di nomination per i Grammy Awards, gli “oscar” della musica. Sinora però non abbiamo mai vinto. Ecco, questo è un riconoscimento che ci farebbe grande piacere».
Il 22 giugno sarete a Palmanova, nel cuore del NordEst che vi ha già visto protagonisti, tornate sempre volentieri in questi territori?
«La data anticiperà di un paio di giorni il compleanno del nostro Piero Barone, ma ci piace immaginare che in realtà in ogni tappa del tour si festeggi semplicemente il decimo compleanno de “Il Volo”. Il Friuli è un territorio di cultura, non a caso ricco di patrimoni dell’umanità protetti dall’Unesco. Palmanova è una città unica al mondo e cantare al centro di quella stella a nove punte sarà un privilegio unico».
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