Bruno Fabretti l’ultimo testimone del lager

Zugliano Un addio alle manifestazioni pubbliche, un commiato, un saluto ai suoi cari ragazzi, una presenza importante e significativa al centro Balducci di Zugliano: Bruno Fabretti, deportato nei lager nazisti di Dachau, Neuengamme e Buchenwald e autore del libro “Per non dimenticare” diario di un deportato, ha raccontato e testimonierà sabato 8 al centro Balducci di Zugliano, per l’ultima volta, il suo tremendo passato, come un obbligo morale e civile, come un bisogno liberatorio e come una promozione sociale. Chi ha vissuto il lager si sente depositario di una esperienza fondamentale. Nell’introduzione del libro “Per non dimenticare” Fabretti racconta le sue ragioni. «Siamo in molti (ma ogni anno il nostro numero diminuisce) a ricordare il modo in cui laggiù temevamo la morte. Se morremo qui in silenzio come vogliono loro, se non ritorneremo, il mondo non saprà mai di che cosa l’uomo è stato capace, di che cosa è tutt’ora capace; il mondo non conoscerà se stesso, sarà più esposto di quanto non sia ad un ripetersi della barbarie nazista».

Don Di Piazza: «Da tanti anni continuiamo a mantenere fede alla giornata della memoria, mettendo insieme, ancora una volta in modo significativo, il Centro Balducci di Zugliano e la Scuola di musica di Mortegliano. È fondamentale non “fare memoria”, pure importante, bensì vivere la memoria, diventare memoria, essere memoria e testimoniarla nell’oggi della storia per impegnarci a costruire un futuro più giusto e umano». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Riproduzione riservata © Messaggero Veneto