Boniciolli sull’Apu: «Società, dirigenti e allenatore: il tris della tranquillità»

Domenica i bianconeri affrontano a Roma la Maxima.  L’ex coach di Udine ne guida il settore giovanile:  «La banda di Vertemati può ripetere la scorsa stagione»

Giuseppe Pisano
Matteo Boniciolli
Matteo Boniciolli

 

C’è uno spettatore speciale domani per Maxima-Apu. È Matteo Boniciolli, dal 2025 responsabile del settore giovanile della Stella Ebk Roma, che la scorsa estate ha sottoscritto un accordo con il club di Paul Matiasic per dare vita alla Maxima Roma Academy.

Boniciolli è legato a doppio filo anche a Udine, avendo portato in serie A1 la Snaidero nel 2000 e vinto la Coppa Italia di A2 con l’Apu nel 2022. A lui la parola alla vigilia del match del Palatiziano.

Boniciolli, com’è questo primo anno nella galassia Maxima?

«È un ampliamento degli orizzonti. A novembre saremo a Udine per la prima tappa della Next Gen Cup di Lba, che ci permetterà di competere con i vivai dei club di serie A. Un passo avanti enorme: sei dei nostri giovani sono andati in ritiro con la prima squadra e che tre di loro (Doumbia, Carnevale e Dozic) sono fissi con la Maxima: per confrontarsi con Bilan e tutti gli altri è un’occasione importante».

Roma come ha accolto il progetto Maxima?

«Bene, le prime due in casa hanno sommato 16.000 presenze, al derby con Bc Roma c’erano oltre 9.000 spettatori. La capacità organizzativa di Matiasic è sorprendente, eppure i miei amici triestini dicevano che il palasport sarebbe stato deserto».

Due squadre di serie A non sono un po’ troppe nella Capitale?

«In quest’epoca in cui lo sport è entertainment ci sta tutto: anche Bc Roma ha seguito, ricordiamoci che hanno collaboratori come Scariolo e Bianchini. L’obiettivo finale è l’Nba Europe e premierà solo un club, ma non vedo niente di peccaminoso nell’averne due. Da anni sostengo che bisogna passare da club a franchigia».

Domani ci sarà sotto i riflettori Mirza Alibegovic, che lei conosce dai tempi della Snaidero.

«Un ragazzo solare, già molto apprezzato nell’ambiente Maxima. A 34 anni ha voluto giocarsi l’ultima carta per l’Europa, però amo poco chi giura amore eterno e poi va via. La gente ci resta male. Bisogna stare bene attenti ad andare sotto alle curve a battersi il pugno sul cuore».

Parliamo dell’Apu, le piace la squadra di quest’anno?

«Ha tre componenti fondamentali, coach e general manager bravi e società solida. Vertemati ha sempre risposto con risultati e gioco di squadra e sta continuando il percorso iniziato sotto la mia gestione. Prima del mio arrivo a Udine festeggiavano il primo turno play-off, con me sono state fatte quattro finali. Io l’Apu la vedo solida, e dirò di più: col 50% di vittorie dopo 4 giornate può giocare tranquilla. A meno che non le si chieda di competere con Milano e Bologna».

È normale che ci sia chi già mette in discussione Valentine?

«No, come non è normale che già alla terza giornata si parlasse di certi coach a rischio esonero. Valentine è un giocatore di straordinario talento offensivo, ma è un tipo umbratile. Se avesse continuità, ora giocherebbe altrove. Pochi hanno il suo talento, però è un giocatore condizionante e l’Apu lo sapeva quando lo ha preso».

Cosa ci dice di Calzavara?

«Mi piace molto, lo seguivo quando allenavo nei senior. Bravo chi lo ha preso e bravo Vertemati nel valorizzarne la crescita, come ha sempre fatto con i giovani».

Dove può arrivare Udine?

«Per come ha iniziato e per le qualità di Vertemati e Conti può ripetere il campionato scorso. Poi fra andare o non andare ai play-off spesso incide un pizzico di fortuna in più o in meno».

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto