Aquileia e l’editto di Costantino

Prorogata fino all’8 dicembre la rassegna archeologica allestita in tre sedi

AQUILEIA. Sarà prorogata fino a domenica 8 dicembre – vista la crescente richiesta di visite – la chiusura della mostra Costantino e Teodoro. Aquileia nel IV secolo, in corso ad Aquileia in tre sedi: a palazzo Meizlik, in basilica e al Museo Archeologico Nazionale. Organizzata dalla Fondazione Aquileia e inaugurata il 5 luglio scorso, la rassegna s’inquadra nei 1.700 anni dagli accordi di Milano del 313 tra Costantino e Licinio, con cui si confermava la tolleranza per il culto cristiano, sancita solo due anni prima dall’editto di Galerio, e ripercorre un momento particolarmente fecondo per Aquileia. Il percorso espositivo si articola in sezioni finalizzate a illustrare, con oltre 200 preziosi reperti, quel nuovo ruolo politico e amministrativo della città che si aggiunse alla già rinomata funzione come emporio commerciale e nodo strategico sulle vie tra l’Italia e l’Illirico (i Balcani). Palazzo Meizlik esibisce i reperti che raccontano la vita pubblica e privata dell’Aquileia del IV secolo e in anteprima assoluta il mosaico del Buon Pastore proveniente dalle domus dei fondi Cossar dopo i lunghi lavori di restauro. Sull'altro lato di piazza Capitolo si staglia la basilica, che è uno dei complessi di culto costantiniani meglio conservati, dove ancor oggi spiccano l’articolazione planimetrica, la decorazione musiva, gli apparati pittorici originari delle pareti e dei soffitti. All’Acheologico si può compiere, infine, un suggestivo percorso tra i reperti provenienti dalle Grandi Terme, il maestoso edificio termale opera di Costantino che contribuì a completare il quartiere occidentale di Aquileia tardoantica, destinato allo svago e agli spettacoli.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto