La Book Week torna a Gorizia: tre giorni di libri, autori e confini da attraversare
Dal 12 al 14 giugno Gorizia, Nova Gorica e Šempeter pri Gorici diventano un unico palcoscenico per la seconda edizione del festival letterario promosso da Nord Est Multimedia, Il Piccolo e il Comune isontino

C'è un angolo della Mitteleuropa dove il confine non taglia, ma moltiplica. Dal 12 al 14 giugno Gorizia, Nova Gorica e Šempeter pri Gorici diventano un unico palcoscenico per la seconda edizione della Book Week: quasi quaranta eventi, autori italiani e sloveni, librerie aperte fino a tarda notte, una fiera dell'albo illustrato che porta case editrici di due paesi sotto lo stesso tetto. Il lascito di GO!2025, la Capitale europea della cultura che l’anno scorso ha rimescolato le carte di questo territorio, si misura anche così: in un festival che nasce su un confine diventato cerniera, dove il libro diventa lingua franca tra culture che la storia ha diviso e la geografia ha tenuto vicine.
«Abbiamo iniziato a essere Capitale della cultura nel 2025 e continuiamo a esserlo oggi», ha detto il sindaco Rodolfo Ziberna presentando la manifestazione nel salotto azzurro del Consiglio regionale a Trieste. Il riconoscimento europeo, nella sua lettura, non era un traguardo da archiviare ma un punto di partenza, un lascito da coltivare. I numeri sembrano dargli ragione: la galleria d'arte digitale inaugurata nell'anno della capitale ha già superato i 450 mila visitatori, con proiezioni che la collocano tra i dieci siti più visitati d'Italia entro fine anno.
La Book Week nasce in questo solco, e lo fa con una formula che il direttore editoriale di Nord Est Multimedia Paolo Possamai ha definito con una metafora musicale: non un solista, ma un'orchestra. Nord Est Multimedia e Il Piccolo ne sono i promotori principali insieme al Comune di Gorizia, ma attorno si è costruita una rete che comprende il Gect Go, PromoTurismoFvg, Italy Post, le università di Trieste e Udine, Confcommercio Gorizia, le librerie cittadine, le due biblioteche - la Statale Isontina e la Nazionale Slovena e degli Studi. Soggetti diversissimi per natura e missione, tenuti insieme dall'obiettivo di restituire a Gorizia una vitalità culturale diffusa, capillare, che percorra il centro storico in ogni direzione, tra Palazzo De Grazia, il Trgovski dom, il Go! Center e i Giardini pubblici di corso Verdi.
Il programma intreccia filoni tematici lontani tra loro, e proprio in questo disegna il suo profilo più originale. Sul versante della geopolitica e dell'attualità internazionale spiccano due appuntamenti di rilievo. Venerdì sera ai Giardini pubblici Vittorio Emanuele Parsi presenta il suo Contro gli imperi (Bompiani): un'analisi del tramonto dell'ordine liberale internazionale e del ritorno delle logiche imperiali, con gli Stati Uniti di Trump nel ruolo di protagonista inatteso e destabilizzante.
Domenica tocca a Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic con America dentro (Laterza): vent'anni di testimonianza diretta da un paese che ha attraversato ottimismo, crisi finanziaria, polarizzazione e populismo.
La scienza trova spazio in due voci molto diverse tra loro. Roberto Battiston, già presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, porta venerdì sera a Palazzo De Grazia il suo Energia (Raffaello Cortina), viaggio che lega fisica, economia e scelte quotidiane. Sabato sera è invece la volta del goriziano Nello Cristianini, professore di Intelligenza artificiale all'Università di Bath, con Forma Mentis (Il Mulino): una riflessione su ciò che i sistemi di intelligenza artificiale vedono quando guardano il mondo e su quanto poco, ancora, sappiamo spiegare di quello che abbiamo costruito.
La storia, nelle sue ferite più prossime, è un altro filo conduttore. Tommaso Piffer apre il programma di venerdì con Sangue sulla resistenza (Mondadori), ricostruzione del massacro di Porzûs del febbraio 1945, uno degli episodi più controversi e irrisolti della Resistenza italiana. Gigi Riva porta C'era l'amore a Sarajevo (Mondadori): trent'anni dopo la fine dell'assedio, il giornalista torna nella capitale bosniaca per raccontare la pulsione di vita, gli amori e le amicizie che nascono nelle situazioni estreme. Le analogie con quello che accade oggi in Ucraina o a Gaza sono tutt’altro che velate.
La narrativa porta nomi di varia estrazione. Giovanni Grasso chiude domenica sera con Finché durerà la terra (Rizzoli), romanzo che intreccia il declino della fiducia nelle istituzioni con una vicenda vaticana costruita con la precisione del thriller. Luca Bianchini presenta Le ragazze di Tunisi (Mondadori), storia di famiglia ambientata nella Tunisia cosmopolita degli anni Cinquanta. Enrico Galiano, scrittore e insegnante, porta Il cuore non va a dormire (Einaudi), storia di adolescenza e sentimenti impossibili.
Una parte consistente del programma si svolge oltre confine, a Nova Gorica e Šempeter.
La Book Week include anche una sezione Academy, riservata a operatori e aspiranti professionisti dell'editoria, con incontri su distribuzione, identità editoriale, podcast e audiolibri, dal manoscritto alla tipografia: un cantiere parallelo, meno visibile al grande pubblico ma indicativo di un festival che vuole radicarsi nel territorio anche come luogo di formazione e non solo di spettacolo.
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