Zoff vive a Roma, ma il suo cuore è sempre in Friuli

A Mariano, nella “stanza dei ricordi”, foto, video e articoli per ricordare carriera e radici

UDINE. Dino Zoff, il portierone friulano della Nazionale, non torna spesso nella sua Mariano, nel Friuli goriziano, dove è nato nel 1942. Ma, seppure a ragionevole distanza difende, la sua friulanità tramite una serie di iniziative condotte da un gruppo di fan capitanato da Felice Tofful, che ha assunto il ruolo di primo custode di casa Zoff, Gastone Tomasin e Vitale Luchitta.

Al centro della vecchia residenza c’è la stanza dei ricordi, (guai a chiamarla museo!) un’ampia taverna dove sono esposti i primi settant’anni di Dino attraverso foto, oggetti personali (molte maglie, guanti...) articoli e interviste.

Queste ultime sono state raccolte in un fascicolo uscito nel 2012 in occasione dei settant’anni di super Dino e costituiscono una panoramica di episodi, di aneddoti come indispensabile traccia per imparare a conoscere l’opinione di Zoff in merito ai personaggi dello sport non solo quelli del calcio giocato (dall’avvocato Agnelli a Blatter).

Come nacque l’appellativo di Nembo Kid?

«Dopo una partita contro l’Independiente nella quale parai anche l’impossibile».

La parata più bella in carriera?

«Quella su Oscar contro il Brasile è stata la più famosa, la più importante non la più difficile». Perché lasciò bruscamente la Nazionale? «Per le accuse di Berlusconi che ferirono la mia persona, non le potevo accettare».

Non è uscito troppo presto dal giro?

«Forse non sono stato mai bravo nelle pubbliche relazioni».

Ha mai pensato di entrare in politica?

«Me l’hanno chiesto diverse volte, non fa per me».

Come trascorre il tempo il settantenne Zoff?

«Tra golf tennis piscina e famiglia». Ma allo Stadio proprio non va più? «No preferisco guardare le partite in tv e fare il nonno di due nipotini».

Alla “zoffteca 70” di recente si è aggiunta una videoteca che ha visto entrare in scena un nuovo personaggio del mondo dello spettacolo friulano, Claudio Minotti, già collaboratore di un valido autore di teatro come Gianni Gregoricchio.

Nel video, che percorre le tappe di una lunga carriera calcistica (Udinese, Atalanta, Juventus e Lazio) e come allenatore, si intrecciano le voci degli amici di Dino Zoff, con una sola clausola irrinunciabile: devono esprimersi in friulano, clausola imposta da Dino stesso.

È stato realizzato nell’aprile del 2015 da Claudio Minotti, testi e musica e recitato da Chiara Venturini, Giorgio Merlino e lo stesso Minotti. Sul tutto vigila Felice Tofful (“Il so custodi di furlanetat”).

Il portiere campione del mondo del 1982 ha ormai scelto Roma come sua città di residenza, ma non ha dimenticato la piccola Mariano dove ritorna una o due volte l’anno per incontrare nella casa natale amici e visitatori.

Questi ultimi non mancano e trovano a disposizione, nella «stanza dei ricordi» oltre al video citato, una vasta iconografia, esempi di corrispondenza di tifosi da tutto il mondo, che come recapito hanno l’indirizzo di Mariano e tutte le interviste che ha rilasciato.

Qualche titolo: “Per diventare qualcuno ho dovuto vincere un mondiale”, “Ho parato tutto, persino Berlusconi” “Se devo definirmi dico questo: sono una persona seria”.

Dino Zoff tornerà in paese in settembre. Troverà ad accoglierlo Felice Tofful, che dopo una vita di vari mestieri (camionista, gestore di pompa di benzina e bar e conduttore dello Scuolabus di Cormòns) ora, da pensionato si dedica, assieme al genero Odino Pettarin, a coltivare il mito del suo paese.

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