Chirurgia dell’esofago: l’ospedale di Udine è tra i migliori d’Italia
Nel 2025 eseguite oltre cento operazioni destinate ad aumentare con la nuova Rete oncologia regionale. La struttura ha anche gestito più di 2.000 ricoveri

Il centro di Udine si consolida sempre di più come punto di riferimento per la cura delle patologie esofagee, registrando numeri di assoluto rilievo. Riconosciuto ufficialmente come centro ad alto volume (status che si ottiene con almeno venti interventi all’anno), la struttura ha raggiunto nel 2025 l’importante traguardo di 26 esofagectomie, superando la propria media storica di venti operazioni annue.
Questa crescita importante si inserisce in un percorso di centralizzazione delle cure avviato negli anni scorsi, che è destinato a migliorare e a incrementare ulteriormente i volumi grazie alla definizione della Rete oncologica regionale.
L’eccellenza del centro, che si occupa anche della chirurgia oncologica dello stomaco, ha radici profonde: già nei primi anni 2000 è stato, grazie al contributo del dottor Petri, ex direttore della struttura, tra i pionieri in Italia nell’esecuzione dell’esofagectomia mininvasiva con il paziente in posizione prona e, più recentemente, ha introdotto con successo la chirurgia robotica per questo tipo di interventi.

I grandi numeri di Udine non si limitano però al solo ambito oncologico. Nel corso del 2025, il centro ha eseguito cento interventi per patologie benigne, tra cui ernia iatale, acalasia e diverticoli esofagei.
La struttura complessa di chirurgia generale dell’Azienda sanitaria del Friuli centrale opera a Udine, registrando mediamente un volume di circa 2 mila ricoveri all’anno. Il reparto svolge un’attività chirurgica a 360 gradi, garantendo la diagnosi, la presa in carico e il trattamento di tutte le patologie di interesse chirurgico, sia per gli interventi programmati che in regime d’urgenza.
Negli ultimi anni, seguendo un naturale percorso di crescita e innovazione, la struttura ha sviluppato settori di interesse clinico super-specialistico, orientati in particolar modo all'ambito oncologico. Tra queste eccellenze spiccano la chirurgia mininvasiva (laparoscopica e robotica) dei tumori colo-rettali e il programma di chirurgia epato-bilio-pancreatica, diretto dal professor Alessandro Uzzau e supportato dall’istituzione di un gruppo multidisciplinare dedicato.
Di conseguenza, l’offerta ambulatoriale si è notevolmente ampliata e strutturata. Oggi sono attive giornate dedicate non solo alla patologia colo-rettale, pancreatica ed epatica, ma anche percorsi specifici per la patologia “upper Gi” (esofago e stomaco), con un ambulatorio per prime visite e controlli, e un ambulatorio funzionale, dotato di strumentazione completa, gestito in condivisione con la Soc di gastroenterologia.
Dal 2022 è infatti attivo un ambulatorio di fisiopatologia esofagea dedicato alla manometria ad alta risoluzione e alla pH-impedenziometria. Solamente nel 2025, la Soc di Chirurgia ha eseguito 125 manometrie e 85 pH-metrie. Questo volume di attività e la qualità del servizio hanno portato a un prestigioso riconoscimento: nel 2026 l'ambulatorio di fisiopatologia digestiva è stato ufficialmente accreditato come centro Singem (Società italiana di neuro-gastro-enterologia e motilità).
Responsabile della chirurgia oncologica è Massimo Vecchiato, parte di un’equipe di cui fanno parte il chirurgo Luca Rossit e i colleghi Antonio Martino e Antonio Santangelo.
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