Via ai dragaggi da febbraio nella Bassa: lavori per oltre 25 milioni
Riguarderanno anche la laguna di Marano e lo scalo commerciale di Porto Nogaro. L’assessore: «Entro il prossimo maggio l’inizio di tutti gli interventi previsti»

Partiranno il prossimo febbraio i dragaggi lagunari, marittimi, e dei canali navigabili, da lungo attesi dalle realtà friulane del settore della nautica, delle darsene, e soprattutto dal porto commerciale di Porto Nogaro, da tempo in emergenza a causa dei bassi fondali. La Regione stanzia oltre 25 milioni, 7,5 milioni per gli importanti interventi nella Bassa Friulana. Gli altri 18 saranno messi a disposizione per gli scavi del Porto di Monfalcone.
Ad annunciarlo l’assessore alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro, a margine della riunione di lunedì alla Direzione ambiente a Trieste sul tema dei dragaggi alla presenza del Commissario straordinario Aurelio Caligiore.
Scoccimarro nel ribadire «come il settore della nautica sia ritenuto strategico dall’amministrazione regionale», ha comunicato quali saranno gli interventi in fase di progettazione, il cui avvio è previsto tra febbraio e maggio del prossimo anno: le darsene del fiume Corno (480 mila euro); Porto Casoni e canale Videra (350 mila euro); canale Cormor e la darsena di Muzzana (720 mila euro); canali Lovato e Pantani (1 milione e 920 mila); canale Belvedere e accessi alle darsene (400 mila euro); darsene canale di raccordo Marano (235 mila); canale di accesso a Porto Buso (3,4 milioni di euro). Ha poi ricordato che nell’anno in corso si è intervenuti nel Canale di Lignano, nella foce del Tagliamento, sul canale Coron, sul porto di Marano e nel canale di Barbana.
«L’ambito della nautica in generale, allargato all’indotto commerciale e turistico, è per il Friuli Venezia Giulia – ha detto Scoccimarro – un settore strategico e per questo abbiamo impegnato risorse economiche e umane straordinarie, al fine di garantire la ripresa e il proseguo dei dragaggi».
Ha anche rimarcato come, dopo un anno e mezzo di attesa, l’Avvocatura generale dello Stato abbia formulato il parere di massima sull’ambito di applicazione delle disposizioni che regolano i dragaggi in laguna.
Da una prima lettura «sembra essere di competenza della Regione esclusivamente in laguna la regolamentazione dei movimenti dei sedimenti – ha detto l’assessore –. Dal punto di vista politico risulta importante che finalmente si sia messa una pietra miliare su una questione rimasta in sospeso per troppo tempo. Inoltre la parallela sentenza del Tribunale di Gorizia su una vicenda per certi versi diversa, ma sempre di dragaggio, costituisce un punto fermo per consentire che la programmazione e la realizzazione degli interventi possa procedere con la necessaria certezza».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








