Un palazzo di Udine come cauzione per Sereni Orizzonti

Accogliendo la richiesta dei legali di “Sereni Orizzonti”, la procura ha disposto la revoca del sequestro dei beni e dei conti correnti bancari della società, che gestisce oltre novanta strutture di accoglienza per anziani sparse per lo Stivale. La magistratura e l’avvocato Luca Ponti hanno trovato un’intesa che permetterà alle aziende che fanno capo alla holding di avere nuovamente a disposizione la liquidità necessaria a garantire la regolare attività del gruppo.
La Procura ha accolto dunque l’istanza formulata dalla difesa, che aveva proposto di sostituire il sequestro di 10.113.564 euro con il fiore all’occhiello tra gli immobili nelle disponibilità della Sereni Orizzonti, ovvero l’ottocentesco palazzo Kechler di piazza XX Settembre a Udine, il cui valore è stimato in oltre 5 milioni di euro. Liberato dalle ipoteche pendenti, è stato affidato a titolo di cauzione alla magistratura.
Su quella cifra gli inquirenti e il legale della holding hanno trovato un punto d’incontro (o «di equilibrio», come rimarca il procuratore capo, Antonio De Nicolo) perché giudicata congrua per coprire in toto il milione di euro che la Guardia di finanza ha ritenuto incassato a fronte di 8.594 ore di assistenza non fornita agli ospiti delle strutture assistenziali gestite dalla società di Massimo Blasoni e l’eventuale ulteriore danno contestato al termine degli accertamenti in corso sulle ultime annualità e su strutture di fuori regione.
Soddisfatta la procura, che ha preso atto del cambio della governance deciso dai vertici aziendali dopo il terremoto giudiziario che ha portato agli arresti di Blasoni e dei suoi più stretti collaboratori, e soddisfatto anche l’avvocato Ponti: «Sono obiettivamente contento – ha detto –. Ringrazio la Procura che ha inteso il risvolto sociale dell’attività e apprezzato il cambiamento dei vertici, permettendo di garantire la continuità nella gestione dell’azienda e i livelli occupazionali». Da martedì sera i conti correnti di Sereni Orizzonti - ma anche quelli degli arrestati - sono dunque nuovamente attivi.
C’è ora attesa per la decisione del Tribunale del Riesame di Trieste, che martedì dovrà esprimersi sulle misure cautelari di Blasoni, difeso dagli avvocati Ponti e Fausto Discepolo, Marco Baldassi, assistito dallo stesso Ponti e dall’avvocato Giovanni Donazzolo, Judmilla Jani, con l’avvocato Discepolo, Federico Carlassara (cui il gip aveva invece rigettato l’istanza dei domiciliari), con gli avvocati Maurizio Miculan e Giulia Volpatti, tutti in carcere, oltre che di Laura Spera, ai domiciliari, difesa dagli avvocati Roberto Mete e Valentina Iaiza, e di Walter Campagnolo, sottoposto a obbligo di dimora e assistito dall’avvocato Maria Elena Giunchi.—
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