Udine e l’Udinese festeggiano dieci anni di stadio
Il 17 gennaio 2015 la prima del Friuli-Bluenergy: il sogno del patron Pozzo si avvera. Una scelta vincente che ha fatto della società bianconera una realtà di stampo europeo

Del vecchio Friuli è rimasto solo il maestoso arco che copre la tribuna centrale, roba che già nel 1976 poco prima del terremoto a chi arrivava faceva accapponare la pelle, e l'effetto continua. Da dieci anni intorno c'è un impianto gioiello invidiato da tutta Italia perché nel frattempo come Gianpaolo Pozzo , il visionario che lo vuole, hanno provato a fare in tanti lungo lo Stivale, ma ci sono riusciti in pochi. Gli Agnelli a Torino e Percassi a Bergamo. Altri ci stanno provando, ma si stanno imbattendo in uno dei grandi mali dell'Italia: la burocrazia.
Ricordate il campionato 2014/2015? Fu l'unico giocato dai bianconeri con solo 12 mila tifosi in tribuna centrale. Davanti e ai lati, domenica dopo domenica, i tifosi dell'Udinese hanno visto sorgere il loro stadio. Pila in cemento dopo pila in cemento, campata dopo campata.
Costo? Trenta milioni di euro, che l'Udinese calcio ha scelto di ammortizzare, in modo lungimirante, quasi subito nonostante la tegola del Covid e relativi stadi chiusi abbia un poco allungato i tempi.
Guardate, ad esempio, gli highlights , o come meglio diceva il grande Bruno Pizzul , i riflessi filmati delle partite della Fiorentina. A sinistra il cantiere della curva Fiesole avanza coi tempi della lumaca. A Firenze, la culla del Rinascimento. Solo un esempio per ribadire come il Paròn ci abbia visto ancora una volta giusta.
Certo, in questi anni avrebbe forse voluto gustarsi qualche impresa in più dei gol di Fofana alla Juve (era luglio 2020, ma gli stadi erano chiusi) o del recente siluro di Ekkelenkamp al Napoli, ma il patto col Comune di Udine per ottenere l'impianto in gestione per 99 anni è stata una scelta vincente.
Il project manager Alberto Rigotto , altro protagonista di questa impresa, ha potuto lavorare con investimenti, imprese e tempi certi. E alla fine del campionato 2014/2015, quando Pinzi stese il Milan, i tifosi bianconeri avevano già capito che col nuovo campionato avrebbero messo piede in un gioiello.
Curiosità: dall'allora arcivescovo Bruno Mazzocato il Friuli, allora griffato Dacia , è stato benedetto (prima di una partita salvezza col Verona, anche i tempi sono importanti), ma non è ancora mai stato inaugurato. C'è però quella prima da 25 mila spettatori indigesti con la Juve (una delle tante partite con le grandi) che ha dato inizio a un decennio di gloria per l'impianto dei Rizzi .
Che ha ospitato nel frattempo quattro partite della Nazionale, le ultime due blindatissime con Israele, e, nel giugno 2019, persino le fasi finali degli Europei Under 21 di calcio.
Poi, griffato Bluenergy, sono arrivate anche la finale di Supercoppa Europea vinta dal Psg lo scorso agosto e le partite di rugby, memorabile il test match dello scorso novembre vinto dall'Italia contro l'Australia, oppure i primi grandi concerti. Sul tetto, grazie al partner energetico, è stato inoltre installato un parco solare da oltre mille Megawatt all'anno per cui l'impianto è stato pluripremiato.
Ora? Se sarà ampliato da 25 mila a 30 mila posti (c'è un progetto, ma bisogna fare presto) potrà ospitare qualche partita degli Europei 2032, e sarebbe il trionfo dell'idea di Pozzo. Va poi completata la zona commerciale sotto le nuove tribune. Sperando in qualche siluro di Ekkelenkamp in più.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








