Transition town, ecco le case a tempo contro il degrado

PORDENONE. Rigenerare uno spazio non significa solo rigenerare dei muri vecchi, uno stabile che non risponde ai moderni requisiti dell’edilizia. Rigenerare un luogo significa soprattutto dare una nuova identità sociale allo spazio, creare una comunità che abiti quelle pareti dando loro una nuova vocazione. Utopia? Per ora una sana ambizione, che è quella che ha portato gli studenti dell’Isia di Pordenone (coordinati dal professor Giuseppe Marinelli) a raccogliere la sfida lanciata dall’amministrazione comunale.
E’ nato così il progetto di “transition town”, città temporanea, che risponde all’esigenza di «trovare soluzioni abitative a tempo – spiega l’assessore all’urbanistica, Martina Toffolo – ma di qualità». Il compito che l’assessore ha dato agli studenti dell’Isia è quello di ipotizzare una soluzione di case “a tempo” in largo Cervignano «dove registriamo patrimonio di edilizia popolare di inizio anni ’80 con una qualità decisamente inferiore a quella degli standard moderni». Immaginando di ristrutturare questo patrimonio, rivedendone anche gli standard energetici, dove trasferire gli abitanti? Ecco l’idea – «In Francia ci sono esempi di modelli applicativi interessanti, sui quali il governo ha impegnato risorse importanti» – di prendere in esame un ambito «in cui non ci sono solo case, ma anche servizi» creando residenze temporanee con standard edilizi che vadano ben oltre i prefabbricati.
Le case che sono state studiate, sono pensate per accogliere le famiglie, durante il periodo dei lavori di ristrutturazione, «come moduli temporanei da collocare vicino alle abitazioni delle persone. Questo per non sradicare i residenti dal loro quartiere e per favorire anche la creazione di una comunità. Nelle case temporanee potranno andare famiglie – prosegue Toffolo –, ma anche anziani, coppie giovani. Le abitazioni sono pensate in modo da favorire la condivisione di spazi comuni. Questa nuova forma di abitare sociale crea legami che poi è pensabile siano mantenuti quando le persone rientrano nei loro appartamenti».
Il progetto è stato presentato con successo allo “Smart city Expo” di Barcellona” da Marinelli e dalla delegazione dell’Isia e dall’assessore in rappresentanza del Comune. L’amministrazione di Pordenone, che sta lavorando al nuovo piano regolatore puntando proprio sulla rigenerazione degli spazi, ha intenzione di battere cassa in Regione per realizzarlo. «I moduli – prosegue Toffolo – potrebbero poi essere utilizzati in altri quartieri della città con la stessa filosofia. E’ importante scommettere su queste nuove forme di abitare sociale. Per questo intendo portare il progetto all’attenzione dell’assessore regionale all’edilizia pubblica sperando che possa essere sostenuto. Pordenone, ancora una volta, potrebbe fare da apripista in un campo che va oltre i confini della nostra città».
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