L’urlo di Eros Ramazzotti ai 21 mila del Bluenergy stadium: «Mandi Udin, vi voglio bene»

Il cantante romano ha inaugurato la stagione dei concerti emozionando il pubblico e citando l’Orcolat: «Sono passati 50 anni dal terremoto in Friuli ma è tremata solo la terra, non i friulani»

Sara Del Sal
Spettacolo al Bluenergy stadium di Udine con il concerto di Eros Ramazzotti
Spettacolo al Bluenergy stadium di Udine con il concerto di Eros Ramazzotti

Un inizio in bianco e nero, voce e chitarra con Amore contro, una canzone vecchia, spiega, dopo che gli sono sfuggite alcune parole. Total black con un’unica, lunga collana Eros Ramazzotti è tornato a Udine, in un Bluenergy stadium gremito da 21.000 voci in festa, per il primo di una serie di concerti estivi che avranno come palco lo stadio dei Rizzi, di nuovo consacrato alla musica. «Dopo 23 anni sono ancora qui con voi, grazie, vi voglio bene» e parte Taxi story.

Il palco, pensato per valorizzare al massimo la dimensione live con due braccia che si aprono verso il pubblico, per azzerare, almeno per alcuni istanti, la distanza, si illumina di arancione e giallo che contrastano con il nero di una metropoli con le sue millemila finestre illuminate. I cinque maxi schermi hanno regalato suggestioni per ogni brano. Il viaggio prosegue in treno, con Quanto amore sei, accolta con una vera e propria ovazione.

Eros Ramazzotti sul palco con i bambini del coro VocinVolo di Udine
Eros Ramazzotti sul palco con i bambini del coro VocinVolo di Udine

Il primo boato, in realtà, è arrivato pochi minuti prima delle 21, quando la tribuna ovest lo ha visto guadagnare il palco con la band. Un cuore con le ali, riarrangiata tra il soul e il rap è una bomba, che fa scattare il pubblico in piedi per correre sotto al palco. «Mandi Udin, cemut sta tu? Sono passati 50 anni dal terremoto in Friuli ma è tremata solo la terra, non i friulani», Ramazzotti parla, racconta di Tony, il suo autista friulano e poi di nuovo torna alle sue grandi hit con Un’emozione per sempre, seguita da I belong to you - Il ritmo della passione, in duetto con Zoe Ranno, resa ancora più sensuale da una chitarra elettrica.

Per Stella gemella il palco diventa un firmamento. Immagini della figlia con il nipotino e da bambina, per L’aurora, che racconta per fotogrammi la maturazione di artista che è anche padre e che conta il passare del tempo non solo attraverso i suoi successi, ma anche vedendo la sua famiglia crescere e ingrandirsi. Con lui la voce di Alicia Keys che duetta virtualmente con lui, come ha fatto nell’ultimo album e sul palco di Sanremo. Ci voleva il Bluenergy Stadium per ospitare il ritorno di un artista della Champions league italiana.

Ramazzotti, infatti fa parte di quel gruppo di fuoriclasse che hanno saputo azzerare i confini e le barriere linguistiche, imponendosi in tutto il mondo con la loro musica. Ecco quindi che il suo ritorno avviene con “Una storia importante world tour- Una historia importante world tour”, un tour promosso in due lingue, italiano e spagnolo, in cui però non mancano dei brani in inglese. Facile riconoscere, in questo titolo, quello omonimo della canzone che lo vide classificarsi al 6° posto a Sanremo nel 1985 e che era contenuto nell’album “Cuori agitati”.

Ora però “una storia importante” diventa (finalmente) il titolo di un album e sembra un po’ una metafora di una carriera, la sua, che di fatto, è diventata sempre più importante. A marcare un cammino inarrestabile verso il successo planetario ci sono i punti fermi come Se bastasse una canzone, Quanto amore sei. A questo si aggiunge un ulteriore grande anniversario: il trentennale di “Dove c’è musica”, un album che ha 1,9 miliardi di stream nel mondo ed è un successo planetario che conteneva, tra le altre Più bella cosa e Stella Gemella che con i nuovi arrangiamenti, live, brillano più che mai.

Il tour, che è partito ieri sera da Udine, farà ora tappa a Milano, Roma, Napoli, Messina, Bari, e Torino, prima di tornare oltreoceano dove è atteso, tra le altre, in città come Toronto, Montreal, Boston, New York e Buenos Aires, prima di un ritorno in europa, nel 2027, dove sarà in giro dal Lussemburgo a Vienna, per due mesi in primavera.

Ramazzotti, in questa nuova, lunghissima avventura, condivide il palco con una band d’eccezione: Luca Scarpa alla direzione musicale e alle tastiere insieme a Christian Rigano, Brian Frasier Moore alla batteria, Paolo Costa al basso, Giorgio Secco e Antonio Cirigliano alle chitarre, Ramon Montagner alle percussioni, Marco Scipione ai sassofoni, Alessandro Lopane alla chitarra e ai cori, Monica Hill, Zoe Ranno e Sara Deop ai cori.

Era dal 2006 che l’artista non faceva tappa in Friuli Venezia Giulia. Venti lunghi anni di assenza che non hanno fatto scendere l’affetto dei suoi fan. Porte aperte alle 18, con ingressi alla spicciolata fino all’ultimo. Eros ha fatto prove anche nel pomeriggio, ma era in città dal 3 giugno, dopo aver iniziato l’allestimento lo scorso 24 maggio.

I promoter Vigna Pr e Fvg Music Live hanno stimato che mediamente è stata coperta una distanza di 91.63 chilometri per arrivare a Udine da parte del pubblico. Per Luigi Vignando «è stato un colpo d’occhio emozionante tornare allo stadio di Udine, dove avevo vissuto l’ultimo concerto nel 2012. Lo stadio, che è tornato ad ospitare la musica due anni fa allestito è un colpo d’occhio mozzafiato». Chiaramente il pubblico contava su una presenza prevalentemente femminile, che ha conquistato il 60% dei posti disponibili. Tra i 21 mila presenti al Bluenergy c’erano coloro che lo hanno seguito sin dagli esordi, ma anche molte generazioni successive. Due ore di spettacolo di altissimo livello, soprattutto musicale. Eros è tornato, con un viaggio di cui non dimentica nulla, come spiega in Adesso tu che mescola i suoi successi senza tempo ai nuovi brani tratti dall’album uscito lo scorso autunno, per continuare a scrivere nuovi capitoli di “una storia” che si fa sempre più “importante” e irresistibile.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto