Tecnico 33enne morì cadendo dal tetto Imprenditore assolto

SPILIMBERGO. Era il 3 ottobre 2010 quando Fabio Sovran, 33 anni, morì per un infortunio sul lavoro nella zona industriale Nord di Spilimbergo. Doveva intervenire in via Valcellina per rimuovere un...

SPILIMBERGO. Era il 3 ottobre 2010 quando Fabio Sovran, 33 anni, morì per un infortunio sul lavoro nella zona industriale Nord di Spilimbergo. Doveva intervenire in via Valcellina per rimuovere un motore dall’impianto di aerazione sul tetto di un magazzino dell’impresa edile Fratelli Tonus. Il 33enne, dopo avere imbragato il motore sul braccio di una autogru, era salito sul tetto per un ulteriore sopralluogo, privo di imbragatura. La copertura in eternit aveva ceduto e lui era caduto da 8 metri di altezza. Trasportato in elicottero all’ospedale di Udine, poche ore dopo era morto a causa delle gravi lesioni subite.

Il legale rappresentante dell’impresa Fratelli Tonus proprietaria dell’immobile e il datore di lavoro in quanto committente dell'opera erano stati indagati per omicidio colposo. L’8 maggio 2012 il primo era stato assolto perché il fatto non sussiste, il secondo aveva patteggiato.

Il giudice per l’udienza preliminare aveva inviato gli atti alla procura per valutare una terza posizione, quella di Claudio Tonus, sociodell’omonima azienda di Spilimbergo. In prima battuta, dalle testimonianze, era emerso che avrebbe fornito lui i sistemi tecnici per permettere alla vittima di salire sul tetto. «Lo dissi agli inquirenti per amicizia nei confronti del committente», aveva detto. In realtà Claudio Tonus, accusato di concorso in omicidio colposo, era da tutt’altra parte, quella mattina e quindi privo di responsabilità. Ieri, assistito dall’avvocato Giancarlo Zannier, è stato assolto «per non avere commesso il fatto» dal giudice monocratico del tribunale di Pordenone Monica Biasutti.

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