Aumentano indennità e premi per i medici: accordo da 43 milioni tra sindacati e AsuFc

Firmato anche il contratto integrativo per oltre 1.500 camici bianchi, riguarda valido infermieri, Oss, tecnici e amministrativi

Mattia Pertoldi
Sono 71 i milioni complessivi dei due contratti integrativi firmati da sindacati e Azienda sanitaria
Sono 71 i milioni complessivi dei due contratti integrativi firmati da sindacati e Azienda sanitaria

Indennità e premi più alti, ma anche un forte incremento destinato al personale impegnato nei Pronto soccorso – compreso quello pediatrico – e nelle struttura maggiormente in difficoltà. Dopo l’accordo siglato martedì tra Azienda sanitaria Friuli centrale (AsuFc) e sindacati e valido per infermieri, Oss, tecnici e amministrativi, mercoledì 13 maggio è arrivato anche quello per la dirigenza medica che interessa oltre 1.500 camici bianchi.

Un contratto integrativo che da solo vale 43 milioni di euro e che, sommato ai 28 di quello per i dipendenti non medici, porta a più di 71 milioni il totale messo a disposizione di chi lavora nel territorio provinciale da parte di Regione e Azienda sanitaria.

Le risorse

Il budget stanziato supera, come detto, i 40 milioni e viene suddiviso tra fondi destinati agli incarichi (30,9 milioni), quelli per le condizioni di lavoro (poco più di 5,9), e per il raggiungimento di determinati risultati (attorno ai 4,1). Oltre a queste cifre, viene mantenuto un ulteriore tesoretto da 1,2 milioni da allocare successivamente. Particolarmente interessante è la suddivisione della retribuzione legata al risultato. I fondi, nel dettaglio, hanno come obiettivo la valorizzazione del contributo che i medici garantiscono al sistema salute messo in campo dall’Azienda guidata da Denis Caporale.

La maggior parte della cifra – pari al 60% del totale – viene collegata alla performance organizzativa, mentre il restante 40% è vincolato ai risultati individuali. Una quota pari a 550 mila euro, inoltre, è stata accantonata per progettualità strategiche e attività ad alta complessità organizzativa. Nell’elenco stilato da Azienda sanitaria e sindacati troviamo attività particolarmente complesse come la rete ortopedica e traumatologica, la continuità ospedaliera e territoriale e le funzioni strategiche delle professioni sanitarie.

Ancora, quindi, spazio all’operatività del Centro regionale trapianti, al supporto anestesiologico e alle operazioni in tema di farmacia nonchè di prevenzione della violenza di genere, cioè il Codice Rosso.

Contratto integrativo dell’Azienda sanitaria Friuli centrale: accordo da 28 milioni per 9 mila dipendenti
La firma sul contratto integrativo all’interno dell’AsuFc soddisfa anche i sindacati

Indennità e territorio

Esattamente come per il personale non medico, anche i dirigenti di AsuFc ottengono, quest’anno, un balzo in avanti del valore dell’indennità di pronta disponibilità, di lavoro festivo e di Pronto soccorso. Nel primo caso si passa dai 4 euro all’ora del 2025 ai 6 di questi dodici mesi, mentre chi viene chiamato a prestare servizio in giornata festiva vede la sua opera incrementata fino a 10 euro orari. Non banale, inoltre, è quanto ottenuto dalle sigle sindacali per i reparti di emergenza, cioè quelli maggiormente in difficoltà nel reperire personale anche a fronte dei concorsi banditi dall’Azienda sanitaria.

AI medici operanti in Pronto soccorso, anche pediatrico, in Osservazione breve intensiva e nel sistema del “vecchio” 118, viene garantita un’indennità oraria fino a 11,50 euro lordi grazie all’integrazione aggiuntiva regionale pari a 7 euro. Confermata, poi, pure la maggiorazione oraria stabilita dalla giunta regionale per il personale della dirigenza sanitaria che opera nei servizi di emergenza-urgenza. Attenzione, quindi, agli stanziamenti a favore delle aree giudicate poco attrattive e alle strutture maggiormente in difficoltà.

L’accordo siglato ieri destina infatti una quota specifica di risorse a favore di chi opera negli ospedali spoke di Tolmezzo e Latisana, ma pure nelle strutture di Medicina, in quelle dedicate alle cure intermedie e nei Centri di salute mentale. Nelle pieghe del contratto integrativo, infine, vengono ampliate le strutture coinvolte nel fondo aziendale di perequazione per le discipline con limitata possibilità di esercizio della professione intramuraria. Nell’elenco vengono inclusi, da quest’anno, gli operatori di Igiene degli alimenti e della nutrizione, dell’Istituto di igiene ed epidemologia valutativa, della Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro e di Medicina trasfusionale.

Uil e Anaao Assomed

L’accordo siglato al Santa Maria della Misericordia soddisfa, e difficilmente potrebbe essere altrimenti, i principali sindacati della dirigenza medica e cioè Uil Fp ed Anaao Assomed che lo commentano attraverso le parole dei rispettivi segretari generali, Stefano Bressan e Massimiliano Tosto. «L’intesa raggiunta – sostengono – consolida importanti risorse economiche e introduce nuove misure finalizzate a sostenere le attività ospedaliere, territoriali e di emergenza-urgenza, con particolare attenzione alle strutture maggiormente penalizzate dalla carenza di personale e dalle difficoltà organizzative».

I due segretari regionali, entrando nel dettaglio delle motivazioni per cui giudicano positivamente i contenuti del contratto integrativo. «L’accordo rappresenta un importante risultato economico e professionale per la dirigenza di AsuFc – concludono i sindacalisti – rafforzando il riconoscimento delle attività svolte nei contesti più critici e sostenendo concretamente le strutture ospedaliere e territoriali che oggi garantiscono la tenuta del sistema sanitario pubblico».

Secca, la posizione di Caporale. «Le importanti risorse messe a sistema da parte dell’assessorato regionale alla Salute – ha chiosato il direttore generale dell’Azienda sanitaria – ci permetteranno di continuare nell’attività di recupero dei tempi e delle liste di attesa. Fondamentale è stato l’atteggiamento propositivo da parte delle organizzazioni sindacali».

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