Suona il sax e studia a Versailles «Il mio sogno? Esibirmi al Ceconi»

san daniele
Il sassofono, per il ventottenne sandanielese Mattia Tomat, è stato una folgorazione, che l’ha portato dal Friuli Collinare ai banchi del Conservatoire Regional di Versailles. Nel maggio 2021 il musicista ha anche vinto un concorso internazionale – il “My favorite sax” di Empoli –, durante il quale si è confrontato con 40 colleghi da tutto il mondo. Ma il saxofonista punta a migliorarsi ancora come professionista e ad affrontare competizioni sempre più complesse. «Ho iniziato a 17 anni e mi sono subito appassionato – racconta Mattia –. Il mio maestro di musica ha visto che avevo talento e mi ha indirizzato verso il conservatorio».
Una strada, quella del sax, che nessuno tra gli amici e i parenti si immaginava che il ragazzo imboccasse: dagli ottimi voti che aveva al liceo, tutti pensavano sarebbe andato all’università. Ma la passione per il sassofono ha avuto la meglio. Durante il percorso triennale all’istituto Tomadini di Udine, ha avuto come maestro il professor Fabrizio Paoletti. Il suo talento, però, l’ha portato subito all’estero. «Ho ricevuto due borse di studio nel contesto del progetto Erasmus – spiega il 28enne –. La prima volta sono andato al Conservatorio Superior de Musica “Manuel Castillo” di Siviglia, con il professor Alfonso Padilla. La seconda esperienza all’estero è stata una casualità: avevo fatto la richiesta, ma mi era stata rifiutata. Poi però ho ricevuto una chiamata dal professor Koryun Asatryan, della Hochschule fur Musik und Theater di Monaco di Baviera, che aveva ascoltato le mie registrazioni. Mi ha detto: “Se vuoi venire, qua c’è un posto per te”». Con entrambi i professori è nata una profonda amicizia, basata sulla stima professionale. «A Siviglia Padilla mi ha anche ospitato a casa sua», confida Tomat. Dopo aver terminato il triennio col massimo dei voti, il musicista ha proseguito con un biennio di secondo livello al Conservatorio “GirolamoFrescobaldi” di Ferrara, sotto la guida del professor Marco Gerboni. «Alla fine del mio percorso accademico – racconta Tomat – è arrivato il Covid-19: da dover aspettare cinque giorni per fare il saggio finale sono passato ad attendere cinque mesi». Dopo aver concluso il corso a Ferrara, il sandanielese avrebbe potuto fermarsi, ma ha voluto puntare ancora di più sulla sua formazione e ha scelto di provare ad affrontare le selezioni per continuare gli studi in Francia, culla del sax classico. Ora è al secondo anno della scuola di perfezionamento di Versailles, dopo mesi passati a confrontarsi con diverse esibizioni dal vivo e concorsi internazionali. «Tra i tanti progetti e le ambizioni che ho per il futuro – conclude il musicista –, oltre a poter realizzare tutti i concerti che ho in mente per poter avvicinare più persone possibili alla musica che suono, vorrei togliermi la soddisfazione di esibirmi nel Teatro Ciconi di San Daniele». —
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








