Spilimbergo, la gioia dei colori nella città del mosaico: un corso di quattro giorno aperto a tutti

Un’arte magnifica, che dall’antica Roma si proietta verso il futuro grazie a una scuola attiva in uno dei borghi più belli del Friuli Venezia Giulia: Spilimbergo, centro storico sulla riva destra del fiume Tagliamento tra Pordenone e Udine. Qui è attiva la Scuola Mosaicisti del Friuli, fondata nel 1922; allora come oggi forma maestri dell’arte musiva che poi realizzano opere in tutto il mondo. Un’arte che ad aprile tutti possono provare a realizzare con le proprie mani, visto che la Scuola oltre alle consuete visite si apre anche a uno speciale corso dedicato a coloro che sono affascinati dal mondo del mosaico. Ma perché proprio Spilimbergo è diventato uno dei punti di riferimento per l’arte musiva a livello internazionale?
Le intuizioni
Si diceva dei tempi antichi: ad Aquileia, centro del governo romano in Friuli e della sua cristianizzazione, i mosaici furono largamente usati per decorare domus private e chiese (e ancora oggi sono ammirabili nell’area archeologica). Da qui, anche attraverso la conservazione delle tecniche da parte dei bizantini, il mosaico arrivò a Venezia, che nel 1420 conquistò il territorio friulano. Da Spilimbergo e dintorni fino all’Ottocento inoltrato, numerosi lavoratori stagionali raggiungevano la Serenissima, apprendendo l’arte e avendo un’idea magnifica per replicare i mosaici a casa propria: utilizzare per le tessere i sassi dei fiumi friulani, a partire dal grande Tagliamento. A questo punto i mosaicisti friulani, innovata la tecnica con le loro intuizioni, la esportarono nei territori dell’Impero austriaco, sotto il cui dominio nel frattempo erano finiti e anche nel resto d’Europa, in Russia, nelle Americhe arrivando fino in Australia.
Le nuove leve
Per formare le nuove leve fu istituita quindi la scuola che, utilizzando anche altri materiali per le tessere, tra i quali la pasta di vetro, continua oggi a ricevere nuovi studenti per i corsi triennali che vedono la partecipazione di persone non solo dal Friuli Venezia Giulia ma da tutto il mondo (attualmente sono una settantina, con studenti dal Cile alla Russia, dal Canada al Kazakistan).
Al foro italico
Nel corso di questi quasi cento anni di attività della scuola, gli studenti hanno messo in pratica quanto appreso in grandi opere, la più celebre delle quali è il ciclo musivo del Foro Italico a Roma: quasi 10 mila metri quadri pazientemente composti. Da segnalare anche le realizzazioni musive del Monastero di Sant’Irene vicino ad Atene, del Kawakyu Hotel in Giappone e la cupola del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Per i turisti la scuola è liberamente visitabile dal lunedì al venerdì nell’orario 8.30-12 e 13-16, giorni nei quali si potranno ammirare gli studenti all’opera nelle classi della sede di via Corridoni. Al di fuori di questi orari e giornate e per visite guidate, bisogna contattare l’ufficio turistico della Pro Loco Spilimbergo (telefono 0427.2274 – email info@prospilimbergo.org). Nelle sale della scuola si possono ammirare anche riproduzioni di opere famose utilizzate come modelli durante le lezioni.
E per chi vuole apprendere i primi rudimenti del mosaico, dal 19 al 22 aprile si svolgerà il primo dei corsi brevi dedicato agli hobbisti, che la Scuola organizza per favorire il turismo culturale. Per informazioni e iscrizioni segreteria scolastica (0427.2077, email info@scuolamosaicistifriuli. it).
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