Sole e sapori, a Udine è un sabato di festa con Friuli Doc: «Aumenti di prezzo contenuti»
Migliaia di visitatori non hanno voluto rinunciare a una vetrina delle eccellenze enogastronomiche regionali, convinti anche dal meteo favorevole

Il sole e un caldo tardo-estivo complici del sabato di Friuli Doc, che si conferma, per la trentunesima volta, un grande successo: fin dalle prime ore del mattino – i chioschi aprono alle 10 – l’atmosfera è quella di una sagra di città.
C’è chi ne approfitta per fare la spesa di prodotti speciali, dal miele ai salumi, passando per le composte di frutta, il pane, le mele e i dolci – «questi sono genuini, altro che il supermercato» commenta una signora carica di borse – chi studia la mappa con un’attenzione quasi scientifica, «per progettare il piano d’attacco della giornata» ride un gruppo di ragazzi affacciandosi a piazza Duomo – e chi, dall’osservatorio privilegiato della Loggia del Lionello, assiste alla parata in friulano per gli 802 anni di storia di Udine. Sì, perché il sabato di Friuli Doc coincide pure con il compleanno della città. Domenica, quindi, la giornata di chiusura della manifestazione.
Una panoramica dei prezzi
Se è vero che la kermesse non è solo cibo, ma negli anni si è arricchita di tanta musica ed eventi collaterali – affollati di bambini i laboratori di via Cavour, dedicati a ceramica, tessitura, saponi, artigianato – va pure detto che gli assaggi restano la parte preponderante, il motivo per cui tante persone affollano le piazze e lei vie nella quattro giorni enogastronomica più famosa della regione. Partiamo intanto da un assunto: l’impressione generale è che i prezzi dell’edizione 2025 «non siano significativamente più alti della precedente».
Bel tempo e prodotti di qualità, Udine fa il pieno di visitatori con Friuli Doc















Anzi, secondo alcuni, sono le porzioni ad essere aumentate, a parità di costi. Una degustazione di prosciutto o speck di Sauris, in piazza Duomo, costa 7 euro se accompagnata da soli grissini, e sale a 11 se le si affianca anche la mozzarella con il latte di Ovaro; lo stinco si attesta sui 10, spostandosi ai Tarvisiani in Largo Ospedale Vecchio arriva a sfiorare i 14, «ma è giusto, per le dimensioni e la qualità» commentano Pierina e Luigini, che non si perdono un’edizione e apprezzano, quest’anno in particolare, «la precisione del servizio al tavolo e l’ordine».
Frico e cjarsons
Chiedendo ai visitatori che cosa mangiano a Friuli Doc, la statistica dice che vincono a mani basse il frico e i cjarsons: scelte di tradizione, e pure piuttosto economiche – per il primo (una fetta abbondante con polenta, non uno intero) siamo tra i 6,50 e i 7 euro, per i secondi tra i 9 e i 10 euro una porzione medio-piccola.
«L’aspetto interessante è che in questo modo si possono fare più assaggi» dice Francesca Susanetto, di origine veneta, lavoratrice fuorisede, che da quando vive a Udine non manca mai: «Oggi vogliamo provare anche gli gnocchi di susine». Tra i primi piatti, l’agrodolce va per la maggiore: sotto il tendone in piazza Venerio, allo stand di Bagnaria Arsa, la zucca la fa da padrona, insieme con i funghi. Dall’altro lato della piazza, un’altra tipicità: i cais di Trivignano, le lumache in tante varianti (alle erbe, in umido con pomodoro e polenta o alla bourguignonne), al prezzo di circa 9 euro a piatto.
Sconfinamenti al mare
Friuli Doc prova ad accontentare tutti i palati e, accanto alle proposte vegetariane (se ne vedono di meno vegane) e alle opzioni per celiaci o intolleranti al lattosio – il chiosco dell’Associazione italiana celiachia Fvg (Aic) offre diversi primi a 8 euro, la pizza margherita a 6 e salumi o frico e polenta a 10 – si trovano anche numerose ricette di mare.
I pescatori triestini hanno il loro spazio in via Aquileia, pure molto frequentato, condiviso con le specialità delle Valli del Natisone, di Basiliano e di Cormons, ma cucina marittima si trova pure in piazza I Maggio, quest’anno ampliata e patria dello sport: «La porzione di fritto misto costa 18 euro ed è veramente abbondante, tant’è che l’abbiamo condivisa» dice Pierina Bianco, specificando che l’anno scorso «ho speso la stessa cifra». Soddisfatte, sia lei sia l’amica con cui condivide il pranzo. «L’unica pecca, forse, il vino, che potrebbe costare un po’ meno».
Bevande e altri prodotti
A Friuli Doc non mancano le opzioni per dissetarsi, dalle classiche analcoliche (tra cui, molto gettonato, il succo di mela) a vino e birra. Se una media costa sui 5 euro, la piccola si orienta sui 3, e i calici vanno dai 2 ai 5, a seconda della tipologia: a tenere prezzi decisamente contenuti, la pro loco Poc da l’Agnul, new entry a Friuli Doc, ha inserito in listino calici di vino a 1,50 euro.
Per quanto riguarda i prodotti tipici, basta un giro tra gli stand per lasciarsi ispirare: «Abbiamo comprato la bresaola da affettare, lo strudel, il miele e diverse qualità di mele» dice una coppia di habitué. «Sono speciali». Come l’atmosfera di festa che si respira in queste ore in città.
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