Si è spento Roberto Michelutti per cinquant’anni avvocato in città

Di recente aveva ricevuto la “toga d’oro” per il suo mezzo secolo di carriera ininterrotta. Oggi i funerali



Si è spento, all’età di 78 anni, l’avvocato udinese Roberto Michelutti, decano della categoria, premiato di recente con la “toga d’oro”, riconoscimento per i suoi cinquant’anni di ininterrotta carriera. Un percorso professionale, il suo, contraddistinto, come avevano sottolineato i suoi stessi colleghi durante la cerimonia, da dignità, onestà e prestigio. E in città, prima ancora che come avvocato, Michelutti era conosciuto come una persona seria e misurata, sempre garbata e disponibile. Un gentiluomo, insomma. Come legale, poi, ricorda Paolo, uno dei suoi due figli, insieme a Michele, «era appassionato, viveva il mestiere come una missione e si sentiva personalmente coinvolto nelle vicende dei suoi assistiti». Questo è stato per lui la professione dal 1969 a tutto il 2019 quando, in settembre, è arrivata, nella cornice del salone del Parlamento del Castello di Udine, la “toga d’oro”.

L’avvocato Michelutti è morto nelle prime ore del giorno di Capodanno a seguito di una crisi respiratoria causata dalle patologie che lo avevano colpito nei mesi scorsi e che lo avevano portato in ospedale anche in dicembre. Era del 1941 e il prossimo 31 gennaio avrebbe compiuto 79 anni.

«Il papà – racconta ancora il figlio Paolo che ha seguito le sue orme dal punto di vista lavorativo e che con lui ha sempre condiviso lo studio di via Codroipo – proveniva da una famiglia di agricoltori ed era molto fiero delle sue origini. Era nato a Udine ed era cresciuto a Cussignacco dove aveva frequentato le scuole elementari. Si era poi iscritto al liceo classico Stellini e, successivamente, aveva preso due lauree: la prima in Scienza politiche e la seconda in Giurisprudenza e, nel frattempo, aveva anche svolto il servizio militare».

Grande amante della natura, in tutte le sue declinazioni, Roberto Michelutti seguiva anche il mondo del calcio. Oltre ad aver giocato in età giovanile, si era poi dedicato, in qualità di presidente, al Cussignacco calcio ed era riuscito a far arrivare la formazione a traguardi importanti a livello dilettantistico.

«Per me è stato una guida sotto ogni punto di vista – sottolinea lo stesso Paolo –, abbiamo condiviso professione e hobby, come quello del tennis, infatti giocavamo spesso insieme. Lui, poi, come molti ricorderanno, ha anche importanti trascorsi politici accanto al compianto sindaco Angelo Candolini. Era stato assessore all’edilizia privata e ai lavori pubblici e, come assessore “anziano”, aveva anche svolto le funzioni di primo cittadino quando purtroppo Candolini era venuto a mancare».

Il funerale sarà celebrato oggi, venerdì 3, alle 14 a Cussignacco, nella chiesa di San Martino (partenza dal cimitero di San Vito). —



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