La Corte d'Appello ribalta il verdetto: nessun colpevole per la morte della piccola Penelope

I giudici di secondo grado a Trieste assolvono anche il sacerdote Ioan Marginean Cocis, ribaltando la condanna a 2 anni e 4 mesi del primo grado. Confermata l'assoluzione per la preside Anna Maria Zilli. La bimba di 7 anni morì schiacciata da un'acquasantiera nel 2019

Alessandro Cesare
Il tavolo degli avvocati della difesa e, a destra, Penelope Cossaro: la bambina aveva 7 anni
Il tavolo degli avvocati della difesa e, a destra, Penelope Cossaro: la bambina aveva 7 anni

Penelope Cossaro, la bimba di 7 anni schiacciata da un’acquasantiera il 21 novembre 2019, mentre stava seguendo una lezione di catechismo nella chiesa di Santa Chiara, inserita nel complesso scolastico dell’educandato Uccellis.

La Corte d’Appello di Trieste, mercoledì 27 maggio, ha modificato, per una parte, la sentenza di primo grado del tribunale di Udine.

Travolta dall’acquasantiera, la sentenza per la morte di Penelope: condannato padre Ioan, assolta la preside Zilli
In Aula per il processo per la morte di Penelope Cossaro

Se è stata confermata l’assoluzione per la dirigente scolastica dell’Uccellis Anna Maria Zilli, i giudici di secondo grado hanno ribaltato il verdetto assolvendo il docente di religione e padre spirituale della scuola, Ioan Marginean Cocis, che era stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione in primo grado.

Entrambi erano finiti a processo con l’accusa di omicidio colposo.

Penelope morì a 7 anni, travolta da un’acquasantiera: padre Ioan condannato a 2 anni e 4 mesi, assolta la preside
Il tavolo degli avvocati della difesa e, a destra, Penelope Cossaro: la bambina aveva 7 anni

Amareggiata e addolorata la mamma di Penelope,​​​​​​Laura Libanetti: «Per la giustizia italiana nessuno è responsabile della morte di mia figlia. Lo trovo vergognoso. Non l’ho lasciata da sola in autostrada, ma in una scuola. E non è più tornata a casa. Qualcuno mi deve spiegare perché è morta mia figlia e per colpa di chi è morta…mi auguro che ci sia un ricorso in Cassazione da parte della Procura. Ma arrivati a questo punto non so più cosa pensare».

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