Schierati 100 militari a presidiare i confini

UDINE. I confini del Friuli Venezia Giulia, entro metà dicembre, saranno presidiati da un centinaio di militari che affiancheranno le forze dell’ordine nel controllo delle frontiere nordorientali del Paese.
La decisione è presa e arriva direttamente da palazzo Chigi dove il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Interno Angelino Alfano hanno dato il loro via libera al rafforzamento dell’operazione “Strade Sicure” in tutto il territorio italiano.
Gli attentati di Parigi e l’apertura del Giubileo ormai alle porte, infatti, hanno convinto il Governo della necessità di “rimpolpare” il numero di militari che affiancano polizia e carabinieri nella missione di controllo interno del territorio – inaugurata nel 2008 da Silvio Berlusconi – “Strade Sicure” che salirà nei prossimi giorni da 4 mila 800 unità a 6 mila 300.
Gli uomini e le donne delle forze armate sono impegnati da sette anni, come accennato, in tutta Italia, ma più di un terzo del totale opera nella sola città di Roma dove, in vista dell’anno santo, il personale dei vari reparti è già stato aumentato dalle mille 700 persone di fine novembre alle attuali 2 mila.
Altri mille e 200 militari, quindi, verranno sparpagliati nel resto del Paese con l’obiettivo di affiancare le forze dell’ordine nel monitoraggio della situazione e nel controllo degli obiettivi sensibili che potrebbero entrare nel mirino dei terroristi.
Il Fvg – stando almeno a quanto filtra dal Viminale – non rientra tra le regioni considerate a rischio massimo, ma per la sua posizione geografica, a cavallo tra Austria e Balcani, rappresenta una potenziale area di passaggio per i jihadisti.
Le circolari ministeriali – che anticipano il decreto vero e proprio della presidenza del Consiglio dei ministri – sono già state inviate alle singole Prefetture e spiegano come, in Fvg, verrà dislocato un centinaio di militari sui circa 300 che il Governo ha deciso di destinare al pattugliamento dei confini di Stato, quindi anche a quelli con Svizzera e Francia oltre ai valichi di frontiera della nostra regione.
I soldati, nel dettaglio, non verranno impiegati soltanto nel Tarvisiano, ma aiuteranno polizia e carabinieri pure nei controlli nelle Valli del Natisone, nell’Isontino e in tutta l’area giuliana.
I militari, vale la pena ricordarlo, affiancheranno le forze dell’ordine nel controllo del territorio e non si sostituiranno ad esse. L’operazione “Strade Sicure”, infatti, prevede espressamente la messa a disposizione del personale delle forze armate italiane ai prefetti per la tutela dell’ordine pubblico, contrasto alla microcriminalità e – come in questo caso – alla vigilanza nei confronti di siti e obiettivi ritenuti sensibili.
Al personale impiegato viene garantita la qualifica di agente di pubblica sicurezza, nonché di perlustrazione e di pattuglia in concorso e congiuntamente con polizia e carabinieri. La pianificazione e il coordinamento dell’operazione è affidata al Comando operativo di vertice interforze, ma su scala locale sono i prefetti a scegliere come utilizzare il personale.
Ed è per questo che sono già in corso riunioni operative nei vari capoluoghi di provincia interessati dall’arrivo dell’esercito per mettere a punto i piani di impiego e coordinare il pattugliamento del territorio.
«Già oggi – ha spiegato ieri il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto – abbiamo fatto una riunione per capire come potrebbero essere utilizzate al meglio queste nuove risorse e anche per domani (oggi ndR) è stato convocato un Comitato di ordine e sicurezza pubblica per approfondire la questione».
E se in Friuli dovrebbe a breve arrivare anche un contingente di quindici uomini distaccato dal reparto mobile della polizia di Padova, la presenza dell’esercito – con questa tipologia di compito specifico – rappresenta una novità assoluta per il Fvg.
Le forze armate, dal canto loro, sono pronte come ha ribadito mercoledì il generale Claudio Graziano, capo di Stato maggiore della Difesa.
A margine dell’incontro bilaterale con il suo omologo sloveno, Andrej Osterman, aveva infatti spiegato come in Italia il controllo della situazione sia «a un livello molto alto» e che «le forze armate svolgono il loro ruolo di supporto con professionalità e abnegazione nell’operazione “Strade Sicure”, e sono pronte a ogni richiesta di ulteriore aiuto che dovesse essere posta, anche, eventualmente, per il Fvg».
Una richiesta, evidentemente, già posta da Angelino Alfano alla sua collega alla Difesa Roberta Pinotti e che si concretizzerà prima di quanto in tanti immaginassero. Per evitare che il Fvg diventi un crocevia di terroristi che possono “nascondersi” tra i profughi che percorrono la rotta balcanica.
Il Kosovo, in fondo, non è distante e non è un caso, utilizzando sempre le parole del generale Graziano, che l’Alleanza atlantica sia ancora a Pristina visto che «i terroristi dell’Isis possono provenire anche da quella regione».
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