Migrante muore folgorato al confine greco-macedone

Marocchino perde la vita mentre tenta di superare la frontiera. Atene attiva il meccanismo comunitario di Protezione civile
epa05053057 A picture made available on 03 December 2015 shows migrants prevented from entering Macedonia waiting on the Greek side of the border between Greece and Macedonia, near the Greek village of Idomeni, 02 December 2015. Macedonian authorities allow only migrants from war-torn countries and heading for rich EU states to cross the country while citizens of other states regarded as economic migrants are blocked by a fence built by Macedonia along this section of the border. EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT
epa05053057 A picture made available on 03 December 2015 shows migrants prevented from entering Macedonia waiting on the Greek side of the border between Greece and Macedonia, near the Greek village of Idomeni, 02 December 2015. Macedonian authorities allow only migrants from war-torn countries and heading for rich EU states to cross the country while citizens of other states regarded as economic migrants are blocked by a fence built by Macedonia along this section of the border. EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT

UDINE. Un migrante di nazionalità marocchina – secondo quanto riferito dalle associazioni di volontari – ha perso la vita, ieri, mentre cercava di forzare il blocco della polizia e dell’esercito macedone nelle vicinanze del valico greco di Idomeni. Il profugo, da quello che si è appreso, sarebbe rimasto folgorato dai binari del treno.

Un episodio tragico e che ha segnato l’apice della giornata di tensione – l’ennesima – alla frontiera tra Macedonia e Grecia dove ormai, dopo la costruzione del muro di confine deciso da Skopje, sono quasi 2 mila i profughi, ritenuti migranti economici, e bloccati nella terra di nessuno tra i due Paesi perchè la Macedonia si rifiuta di farli transitare per il proprio territorio.

Anche ieri, infatti, si sono registrati scontri fra migranti e polizia con gli agenti che hanno lanciato gas lacrimogeni contro circa 200 persone originarie del Pakistan che cercavano di saltare oltre la “barriera di protezione” realizzata una manciata di giorni or sono.

I profughi hanno cominciato a correre parallelamente al muro di quattro chilometri per provare a sfuggire ai controlli e a superare la frontiera prima che la polizia macedone riportasse l’ordine.

La situazione, dunque, è da bollino rosso e non per niente la Grecia, ieri, ha attivato il meccanismo europeo di Protezione civile per ottenere aiuti e far fronte all’afflusso di migranti.

Le prime richieste arrivate a Bruxelles riguardano l’invio di tende, generatori elettrici, letti, materiali sanitari e kit di pronto soccorso per far fronte all’emergenza migranti. Le forniture, volontarie, degli altri Stati membri saranno coordinate dal Centro di coordinamento di risposta d’emergenza (Ercc) della Commissione europea.

Non soltanto, però, perché Atene ha ottenuto pure il via libera per l’arrivo di altre decine di uomini di Frontex – l’agenzia per il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati dell’Unione europea – dopo un accordo che risponde alle preoccupazioni sull’impegno del Governo ellenico a controllare gli arrivi dei migranti.

Altri Stati europei avevano aumentato le pressioni sulla Grecia, perché accettasse l’aiuto nel registrare i profughi diretti più a nordovest. Frontex – che negli ultimi giorni ha già inviato 175 agenti sulle isole greche al largo della Turchia – ha annunciato che contribuirà alla registrazione dei migranti al confine macedone e vi dispiegherà più agenti già a partire dalla prossima settimana.

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