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«Sporcizia, freddo e topi nelle stanze»: le voci dei migranti nel degrado della Cavarzerani

Chiara Dalmasso

Il racconto dal cancello dell'ex caserma udinese tra afghani, pakistani e bengalesi che denunciano condizioni limite, bagni intasati e ritardi nel pocket money. Alle proteste degli ospiti per la mancanza di riscaldamento e i pasti scarsi si uniscono i timori dei lavoratori sulla gestione della struttura

Mentre varcano il cancello della ex caserma Cavarzerani, a piedi, in bici o in monopattino, tenendo strette le cartelline che contengono documenti e visti, i loro paesi d’origine sono un lontano ricordo. Alcuni camminano a occhi bassi, non vogliono essere avvicinati e guardano la macchina fotografica con sospetto. La maggior parte, invece, ci saluta e abbozza qualche parola in italiano, ma per parlare preferisce l’inglese.

«Siamo arrivati da poche ore» racconta un gruppo di afghani di età diverse, «e abbiamo già provato a chiedere di essere trasferiti: la situazione all’interno è intollerabile, tra la sporcizia, i topi e i piccoli insetti, simili a cimici dei letti, sulle coperte e nei materassi». Riferiscono di aver ricevuto un diniego «scortese» da parte della direzione: «Non sono gentili, non vogliono nemmeno ascoltarci» riferiscono, infastiditi e decisi a insistere nel loro proposito di farsi spostare altrove.

I topi in giro per i corridoi della struttura
I topi in giro per i corridoi della struttura

«Io sono arrivato da pochi giorni dalla Germania» si inserisce un altro, sempre di origine afghana, «ero convinto che in Italia si stesse meglio, ma da quando vivo qui non so se la penso ancora nello stesso modo: nelle stanze fa molto freddo, il riscaldamento non funziona e nessuno lo aggiusta». Allo stesso modo, «i bagni sono sempre intasati, c’è acqua che esce dalle tubature e, oltre a insetti e topi, la spazzatura viene accumulata qua e là, senza nessuno che si occupi di tenere pulito».

Qualcuno chiama in causa gli “human rights”, i diritti umani: «Ci trattano come bestie, non c’è rispetto per la nostra dignità di persone e non ci danno nemmeno ciò che ci spetta». Il riferimento è a coperte e giacche – la cui carenza era stata denunciata anche dal consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Andrea Di Lenardo la scorsa settimana – ma anche al cosiddetto “pocket money”, la somma di 75 euro mensili che la cooperativa assegna a ogni ospite per l’acquisto dei beni di prima necessità.

«Più di una volta i soldi ci sono stati dati in ritardo» confida un ragazzo originario del Bangladesh e residente all’interno della Cavarzerani da sei mesi, «e quando è capitato che invece non ci siano arrivati li abbiamo richiesti, ma senza successo».

Un’ampia rappresentanza degli ospiti della ex caserma che incontriamo proviene anche dal Pakistan. Escono soli o a gruppetti: «Bad situation inside» dicono, aggiungendo alla lista di ciò che non va anche il cibo. «Non è per nulla appetibile, a volte scarso, per non parlare dell’acqua: con il caldo che faceva la scorsa estate ci davano soltanto due bottigliette da mezzo litro al giorno, da qualche giorno ne arrivano quattro ed è meglio, ma vi rendete conto?» chiedono, e la domanda resta retorica.

I materassi accatastati in un angolo della struttura

Alle lamentele di chi al momento vive all’interno della ex caserma si sommano le difficoltà lavorative degli operatori. Come ha denunciato uno di loro, che vuole restare anonimo per timore di ritorsioni, «la situazione è insostenibile e gravissima».

Il testimone ha descritto «il clima di terrore in cui siamo costretti a lavorare da quando la gestione della struttura (che per ora ospita circa 450 persone migranti, ndr) è nelle mani della cooperativa Officine sociali, cioè poco meno di un anno»: il riferimento non è soltanto «alle condizioni igieniche disastrose», ma anche «agli stipendi che non arrivano, ai trasferimenti e alle ferie forzate per chi osa esprimersi, al mancato rispetto del contratto e ai rischi che affrontiamo ogni giorno». La cooperativa, da noi contattata, per ora si riserva da ogni intervento.

Materiali lasciati in un angolo tra degrado e sporcizia
Materiali lasciati in un angolo tra degrado e sporcizia

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