Saletta, le mie nozze d’oro con il teatro

L’attore goriziano racconta i suoi 50 anni sul palcoscenico: «Ho lavorato con alcune leggende come Landi e Molinari»
Bumbaca Gorizia Maldobrie Kulturni
Bumbaca Gorizia Maldobrie Kulturni

Ha mosso i suoi primi passi teatrali nel 1937 sul palco della Stela Matutina, Gianfranco Saletta, per poi calcare quelli di vari Stabili italiani oltre che, naturalmente, quelli regionali dove l’istroveneto è stato un grande protagonista. Stiamo parlando di una carriera lunga cinquant’anni, alla quale oggi la sede regionale della Rai, oltre a Telequattro, dedicheranno una parte della loro programmazione.

Ma com’è nata la passione per il teatro in dialetto che l’ha reso famoso? Da Trieste? «In realtà sono nato a Venezia nel 1930, a due passi dal ponte di Rialto, anche se sono arrivato a Gorizia da bambino. La prima esperienza veramente importante è cominciata negli studi della Radio televisione italiana a Trieste dove alla domenica, nei primi anni ’60, andavano in onda i “Supplementi di vita cittadina”. Erano dei notiziari che presero piede in tutto il territorio nazionale. Potrà sembrare strano, ma uno dei primi ai quali partecipai era Il Fogolar».

La notorietà arriverà, però, con “El campanon”, una fortunata e popolare trasmissione che negli anni è stata poi riproposta a leggio in forma di teatro radiofonico dagli attori del Gruppo teatrale per il dialetto, diretto e fondato proprio da Saletta. Sul palcoscenico figuravano i vari personaggi, amati dagli ascoltatori, che si avvicendavano nelle diverse rubriche inventate dalla fantasia della ditta Carpinteri&Faraguna, quali Micheze e Jacheze, el Noneto, el fio de mama, i cocai e naturalmente Sior Bortolo e Siora Nina.

Il boom arrivò nei primi anni ’70: «Dal 1974 al 1984 frequentai i più grandi teatri italiani, recitando a Roma, Genova, Bolzano. Era un periodo in cui, per anni, non avevo un giorno libero. Lavorai anche a fianco ad alcuni dei maggiori registi nazionali, tra cui Strehler e Ronconi. Dal punto di vista professionale - aggiunge l’attore - in questi cinquant’anni di attività mi sono occupato molto anche gestione pratica e organizzativa di alcuni teatri, come quello regionale del Veneto e l’Ert, l’Ente regionale teatrale, dato che sono stato uno dei fondatori. Con l'Ert risollevammo vari teatri in regione».

Un’altra parentesi importante è quella che inizia nel 1986 con il Teatro stabile La Contrada, a Trieste, dove si susseguono i trionfi di Carpinteri e Faraguna, Orazio Bobbio e Ariella Reggio. Sempre nel capoluogo giuliano, al Teatro Verdi, per quasi 30 anni Saletta ha partecipato al Festival dell’operetta come attore: «Ho impersonato ben 54 personaggi, a fianco di alcune leggende come Gino Landi e Vito Molinari. Anche in questi ultimi anni il ritmo delle attività che ci riporta è notevole, con moltissimi spettacoli (anche diretti) in quell’istroveneto infarcito di particolari dialettali che presto non sentiremo più.

Saletta - grande tifoso del basket che fu - è tutt’ora parte della vita goriziana dal 1936. Con qualche eccezione, è qui che l’attore vive, promuove, incita e rallegra lo storico tessuto teatrale di matrice giuliana.

Emanuela Masseria

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