Sabato l’addio a Raffaele Napolitano

Titolare di una ditta di trasporti, aveva organizzato una serata di svago con i dipendenti
Di Cristian Rigo

Saranno celebrati sabato i funerali di Raffaele Napolitano, colpito da infarto mentre guidava un kart sotto lo sguardo attonito della moglie Bealpa (detta Biba) e di suo figlio Gabriel, di appena venti mesi. La tragedia si è consumata giovedì scorso a Vicenza. Raffaele, che avrebbe compiuto 32 anni il 26 maggio, aveva organizzato una cena con i dipendenti della sua azienda di trasporti. «Doveva essere un’occasione di festa - racconta la sorella della moglie, Besjona -, le cose andavano bene, così dopo una giornata di lavoro a Vicenza, Raffaele voleva fare una corsa sul kart con dipendenti e familiari. Era partito ultimo, ma dopo due giri era sesto su 26 concorrenti. Seguivamo la corsa sullo schermo, dove ogni pilota veniva visualizzato con il nome e una foto. La sua era l’unica sorridente.. All’improvviso il suo kart si è fermato e lui si è accasciato sul volante. Non abbiamo capito subito cosa stava succedendo. Poi mia sorella lo ha visto immobile ed è corsa da lui gridando. Gli ha tenuto la mano fino all’arrivo dei medici... Non ci sembrava vero». E invece il cuore di Raffaele, che pure si manteneva in forma giocando a calcetto con gli amici (era tifosissimo della Juventus), si è fermato all’improvviso. La procura ha disposto l’autopsia che ha confermato le cause del decesso. Sabato in Duomo alle 11.30 si svolgeranno i funerali. Prima della cerimonia sarà trasmesso un video. «Abbiamo cercato di racchiudere in un filmato le immagini salienti della sua vita - spiegano le sorelle di Raffaele, Luna ed Elena - ma ci saranno principalmente immagini del suo matrimonio che si era celebrato soltanto nell’ottobre scorso. Nessuno le aveva ancora viste e lui avrebbe voluto condividerle con tutti gli amici».

Figlio di un generale dell’esercito, Raffaele era nato a Cividale e aveva frequentato il Deganutti e lo Stringher prima di iniziare a lavorare ad appena vent’anni con la Sda nel settore dei trasporti. In poco tempo aveva acquistato il suo primo furgone e si era messo in proprio. «Adesso aveva trenta dipendenti e si era specializzato nel trasporto dei farmaci - continuano le sorelle -, ma la cosa che lo aveva reso più felice era il matrimonio con Biba e la nascita del piccolo Gabriel».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto