Ratti e rifiuti nell’ex essiccatoio: interrotta la ristrutturazione

CODROIPO. Finestre rotte, erba alta, qualche rifiuto. L’ex essiccatoio Bozzoli oramai da sette anni versa in uno stato di assoluto abbandono.
Diventato ormai un rifugio di colombi, di topi. Il malumore cresce tra i residenti di via Italia e di via Trento, trovando poi nel web e nella pagina Facebook “Sei di Codroipo se...” una cassa di risonanza.
Il suo destino non doveva essere questo. Perché il sito avrebbe dovuto essere ristrutturato da un’impresa edile veneta che nel 2005 aveva acquistato l’intero complesso, comprendente anche l’ex cantina sociale e pure la distilleria.
Il progetto era piuttosto ambizioso. Costruire decine di nuovi appartamenti con un parcheggio sotterraneo.
I lavori cominciano. I fabbricati di pertinenza della cantina, realizzati negli anni Quaranta e Cinquanta, vengono abbattuti tra il 2007 e il 2008, così come vengono demoliti la distilleria, la casa del custode, il fabbricato che ospitava il deposito concimi e anche gli uffici.
L’essicatoio Bozzoli no perché, appunto, come da progetto doveva essere riqualificato. Ma poi il cantiere si ferma. Colpa della crisi, ma non soltanto di quella.
«Non c’era richiesta di appartamenti – spiegano dalla Verno costruzioni – e per il momento è ancora così. Adesso è tutto fermo, vedremo se in futuro potrà sbloccarsi qualcosa».
Però non a breve, sicuramente. Insomma, l’offerta c’era, ma a mancare era la domanda.
Ora è tutto abbandonato. Un autentico peccato, perché rappresentava l’occasione per dare nuova vita a un edificio storico della città, vicino al centro.
L’essiccatoio, infatti, venne inaugurato nel 1921 e – come racconta in uno dei suoi studi Pierino Donada – venne istituito un anno prima «per volontà di un consorzio di agricoltori, ben 475, e di un sacerdote, e già nella stessa estate fu in grado di provvedere all’ammasso e all’essiccazione completa del raccolto, anche grazie all’aiuto dei conti Manin».
Nel 1944 comincia la costruzione del deposito, mentre nel 1954 viene realizzata la distilleria; quindi, tre anni dopo la cantina.
L’essiccatoio cessa l’attività nel corso del 1978. Adesso dà riparo a colombi e ratti. Un pezzo di storia della città che rischia di essere dimenticato.
E che comunque non dà una bella immagine di sè e di Codroipo.
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