Omicidio Gemona, la figlia di Mailyn e Alessandro verso l’affidamento ai nonni in Colombia

Svolta del Tribunale per i minorenni di Trieste: intensificati i contatti con i parenti materni in vista del loro arrivo in Italia. L'avvocato Ariis: «Nessuna criticità sull'idoneità della famiglia». Intanto la madre resta in carcere

Anna Rosso
Gemona 18 settembre 2025 sopraluogo carabinieri via dei lotti ©Foto Petrussi
Gemona 18 settembre 2025 sopraluogo carabinieri via dei lotti ©Foto Petrussi

 

Un passo importante per il futuro della figlia di Mailyn Castro Monsalvo e Alessandro Venier. Un passo che sembra portare la bambina lontano dalle aule giudiziarie friulane e dai tragici fatti della scorsa estate. Dopo mesi di valutazioni e accertamenti, si fa sempre più concreta l’ipotesi che la piccola – che ha poco più di un anno – possa essere affidata ai nonni materni di 57 e 58 anni che abitano in Colombia.

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A segnare questa svolta è il recente decreto provvisorio del Tribunale per i minorenni di Trieste che dispone l’intensificazione dei contatti e delle frequentazioni tra la minore e i nonni, anche in vista del loro imminente arrivo nel nostro Paese. Un provvedimento che si inserisce nella procedura aperta per stabilire il destino della bambina, rimasta senza figure genitoriali di riferimento dopo i drammatici fatti avvenuti la scorsa estate a Gemona, dove il padre Alessandro Venier è stato ucciso e per la cui morte sono attualmente indagate la compagna Castro Monsalvo e la madre dell’uomo, Lorena Venier.

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A sinistra Mailyn Castro Monsalvo, a destra la villetta degli orrori in via dei Lotti, a Gemona

A spiegare il significato del decreto è l’avvocato Katia Ariis, che assiste Castro Monsalvo per questo procedimento: «Il tenore complessivo del provvedimento sembra confermare l’assenza di criticità sull’idoneità dei parenti materni a prendersi cura della piccola». In tale ottica, si porrebbe, secondo l’avvocato Ariis, la prevista intensificazione dei contatti tra la minore e i nonni in attesa del loro arrivo in Italia, ormai prossimo. «A conferma, poi, delle ferme intenzioni di crescere, educare e prendersi cura della nipotina – precisa Ariis – i nonni sono formalmente intervenuti nella procedura con un proprio legale, l’avvocato Michela Pavan».

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Alessandro Venier, la vittima, a destra la madre Lorena (al centro)

Insomma, conclude l’avvocato, «finora sembra che nulla si opponga a disporre l’affidamento della piccola ai parenti materni che, fin dall’inizio, pur lontani geograficamente, hanno espressamente chiesto di volersi occupare personalmente della crescita della nipotina».

Sul fronte istituzionale, il sindaco di Gemona Roberto Revelant sottolinea: «Siamo in contatto con i servizi sociali. La priorità è sempre tutelare la bambina, garantendo la massima attenzione al suo percorso di crescita, in una fase così delicata. Sappiamo che il tribunale ha avviato un percorso con i familiari, ma non abbiamo ulteriori elementi».

Sul versante penale, per quanto riguarda la posizione di Castro Monsalvo, risale a poco più di due settimane fa il pronunciamento del tribunale del Riesame di Trieste che aveva respinto l’appello dei difensori della 31enne finalizzato a ottenere la scarcerazione e l’affidamento a una struttura compatibile con le sue condizioni cliniche.

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