Moderna, efficiente e green: la nuova sede della Protezione civile di Udine sarà intitolata a Zamberletti

Il Comune ha consegnato il cantiere per la realizzazione della struttura in via del Partidor. Previsti due anni di lavori con un investimento da 3,7 milioni coperto interamente da fondi pubblici

Mattia Pertoldi
L'apertura del cantiere (Petrussi)
L'apertura del cantiere (Petrussi)

Due anni di lavori, anche se palazzo D’Aronco spera in qualche mese in meno, un investimento complessivo da 3 milioni 700 mila euro e un’operazione che mira non soltanto alla realizzazione di una struttura moderna ed efficiente, ma anche a salvaguardare il verde pubblico e la vicina roggia di Palma. Il contorno, in poche parole, è quello del progetto che porterà alla realizzazione della nuova sede della Protezione civile in via del Partidor consentendo così alla settantina di volontari del gruppo di Udine di abbandonare l’attuale stabile di piazza Unità d’Italia non più adatto alle esigenze e ai bisogni legati alla contemporaneità.

A Udine la nuova sede della Protezione civile: due anni di lavori e dedica a Zamberletti

Due anni di lavori, come detto, a partire da oggi, quando il Comune ha consegnato ufficialmente il cantiere alle ditte vincitrici del bando per la costruzione della sede che, una volta terminata, verrà dedicata alla memoria di Giuseppe Zamberletti, l’architetto della ricostruzione post-terremoto.

Un’intitolazione, tra l’altro, destinata a bisserà quella prevista per settembre a Palmanova dove la sala ottagonale della sede regionale della Protezione civile porterà il nome dell’ex onorevole.

Un iter complesso

L’idea nasce all’epoca dell’amministrazione di Pietro Fontanini – simbolicamente rappresentato dall’ex assessore Giulia Manzan e dall’allora consigliere delegato alla Protezione civile Andrea Cunta – e viene ereditata da quella di Alberto Felice De Toni che ne conferma la bontà pur modificandone lo schema di realizzazione.

Udine, nuova sede della Protezione civile: cantiere a giugno, lavori per almeno un anno
Come sarà la nuova sede della Protezione civile

Il centrosinistra, d’altronde, deve fare i conti sia con la contrarietà di una fetta di maggioranza – quella più ambientalista e restia ad approvare aumenti del consumo di suolo sacrificando il verde pubblico – sia con il caro-vita post pandemia. Basti pensare, infatti, che nel periodo compreso tra la vittoria elettorale e la primavera dello scorso anno, soltanto a livello di materie prime, i preventivi subiscano un balzo in avanti del 23%.

Il conto finale dell’opera, pertanto, passa dai 2 milioni 400 mila euro originariamente preventivati – coperti da fondi regionali e comunali – a un totale di 3 milioni 700 mila. Palazzo D’Aronco, a questo punto, decide di stanziare in autonomia – tramite mutuo – la cifra mancante con un’operazione che produce però un quasi automatico slittamento dei tempi previsti: dalla fine del 2025, infatti, si passa alla prima metà dell’anno in corso.

Ricapitolando i contributi iscritti a bilancio per la realizzazione dell’opera, il Comune stacca un assegno complessivo da 2 milioni 500 mila euro – tra fondi propri e il mutuo sovracitato –, la Protezione civile regionale mette a disposizione 600 mila euro e altrettanto decide di fare la giunta di Massimiliano Fedriga.

Gli ultimi passi

La giornata odierna, propedeutica all’apertura vera e propria del cantiere prevista entro un mese, arriva dopo l’approvazione della variante al piano regolatore avvenuta a ottobre dello scorso anno e all’aggiudicazione della direzione dei lavori nonchè della costruzione vera e propria della sede tra gennaio e febbraio.

Il progetto esecutivo, redatto e vistato due anni fa, è stato preceduto da una serie di indagini specifica, tra cui rilievi topografici, verifiche archeologiche e belliche, studi di compatibilità idraulica e indagini geologiche, indispensabili per tutelare l’area da un punto di vista ambientale. Con l’obiettivo di garantire sostenibilità e tutela del corridoio ecologico lungo la roggia, inoltre, l’edificio è stato arretrato di una ventina di metri rispetto al corso d’acqua e verrà pure realizzata una zona umida. Tra via del Partidor e la nuova sede sarà anche conservato un apposito corridoio verde.

La nuova sede

Il cantiere di realizzazione dell’immobile destinato ai volontari di Udine – cioè il gruppo di Protezione civile più grande della regione – sarà operativo su un’area di oltre 12 mila metri quadrati – di cui 900 coperti e 8 mila destinati al verde – compresa tra via del Partidor, piazzale del Commercio e via Marsala.

Un’area, lo ricordiamo, che fino alla variante urbanistica voluta dall’assessore Andrea Zini era classificata come zona agricola. Entrando nel dettaglio dell’opera, questa prevede la realizzazione di un edificio a pianta unica destinato a ospitare gli uffici e la sala riunioni per le attività organizzative e formative, la cucina e la mensa a servizio dei volontari con parallela foresteria.

Via libera, poi, a uno spazio per i magazzini adibiti allo stoccaggio di materiali e attrezzature, al parcheggio dei mezzi, nonchè agli spogliatoi e ai servizi igienici. Rispetto al progetto del centrodestra non ci saranno più altri due corpi della struttura, la viabilità interna è stata rivista prevedendo un arretramento degli accessi e una nuova configurazione degli spazi di manovra, cercando di garantire maggiore sicurezza e razionalità. La sede, infine, verrà anche dotata di pannelli fotovoltaici installati sul tetto e in grado di garantire una produzione propria pari a più o meno 20kw/h. —

 

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