Presotto, il capannone in vendita a luglio per pagare le banche
Dopo l’omologa del concordato preventivo di Presotto industrie mobili spa, storica azienda con sede a Brugnera, la priorità nell’agenda del commissario giudiziale Alberto Poggioli è la vendita del capannone della spa situato al confine fra Prata e Brugnera. Con il ricavato saranno pagate le banche con crediti ipotecari.
La cifra da realizzare è quella indicata nel piano industriale: 4. milioni e 66 mila euro, il valore stimato dal perito della società. Tale somma dovrà essere versata alle banche in ogni caso entro la fine dell’anno, anche se non si dovesse riuscire a cederlo a quel prezzo. L’intenzione è di metterlo in vendita già a luglio.
Un’offerta di acquisto, condizionata all’omologa, è stata depositata da Ibla capital srl, che ha rilevato le quote di maggioranza della Presotto spa e ha garantito con un milione di euro la proposta concordataria. Finanza esterna, vendita del capannone e ricavi in crescita del 6 per cento annuale per cinque anni (nel 2022 saranno più di 20 milioni di euro) rappresentano i tre pilastri del concordato. Con gli utili saranno pagati i creditori: dipendenti e ipotecari al 100%, tutti gli altri al 5%. Nel decreto di omologa i giudici hanno ricordato le perplessità del commissario su flussi di cassa e vendita dell’immobile.
L’offerta di Ibla capital risulterebbe revocabile in quanto afferma: «Sarà facoltà dell’offerente Ibla capital srl di revocare la presente proposta e/o di recedere dal contratto... a fronte del pagamento di un corrispettivo di euro 100 mila euro”. Il perito estimatore della procedura, il geometra Luigi Tonegutti, ha indicato un valore di mercato inferiore del capannone, per i 10 mila metri quadrati di tetto in amianto. Il commissario ha calcolato un minore incasso per 1,5 milioni: dovendo pagare le banche, sarebbero erose le disponibilità spettanti agli altri creditori (privilegiati declassati e chirografari).
L’attestatore del piano industriale, il commercialista Giorgio Amadio, l’ha invece ritenuto fattibile in quanto «l’analisi evidenzia che il mercato della Presotto era in grado di sviluppare un volume di ricavi superiore ai 20 milioni«.
Il tribunale di Pordenone – presieduto da Lanfranco Tenaglia, affiancato dai Roberta Bolzoni e Lucia Dall’Armellina – ha osservato che, «pur condividendo le argomentazioni e i profili di criticità» espressi dal commissario, che la fattibilità economica, diversamente da quella giuridica, di competenza del giudice, sia rimessa alle valutazioni dei creditori. Il collegio ha ricordato nel decreto che questi ultimi sono stati informati nel dettaglio dal commissario prima di votare a favore del concordato con larghissima maggioranza e nessuno dei soggetti interessati si è opposto all’omologazione della proposta. —
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