Pordenone, nasce il colosso della gestione dell’acqua

PORDENONE. Gestione del servizio idrico integrato: le assemblee di Sistema Ambiente srl e Livenza Tagliamento Acque spa hanno deliberato a maggioranze qualificate, davanti al notaio Giorgio Pertegato, il progetto di fusione per incorporazione dell’intero patrimonio della prima società, che ha sede a Brugnera, nella seconda, di Fossalta di Portogruaro.
Soltanto quattro i voti contrari (Fiume Veneto tra i Comuni di Lta, Cordenons, Fontanafredda e Cavasso Nuovo tra quelli di Sistema Ambiente) a un’operazione che da mesi fa discutere la politica, in quanto tocca gli equilibri di potere nella gestione di acquedotti, fognature e depuratori nel Friuli occidentale. I fautori della fusione rispondono alle polemiche e tengono la porta aperta al dialogo con Hydrogea per discutere di gestione unica provinciale.
Verso la nuova società. La nuova Lta dovrebbe essere operativa a dicembre. Occorre attendere 60 giorni dall’iscrizione delle delibere delle assemblee nei registri delle imprese delle Camere di commercio di Venezia e Pordenone. Dev’essere anche sottoscritta un’intesa tra le Regioni Fvg e Veneto. Quindi, le firme dell’atto di fusione dal notaio. Il nuovo cda della società sarà nominato appena ufficializzata la fusione. La nuova Lta gestirà il ciclo delle acque in 42 Comuni (di cui 41 soci) tra Friuli occidentale (30) e Veneto (12): sarà il terzo gestore in Fvg dopo Cafc e Iris Acqua, con un valore della produzione di 34 milioni di euro, un patrimonio netto di 54 milioni e 165 dipendenti.
Obiettivo: gestore provinciale. Celeste Bortolin, amministratore unico di Sistema Ambiente, e Andrea Vignaduzzo, presidente di Lta, si dicono «certi di aver operato al fine di consolidare il patrimonio industriale delle rispettive società, di garantire un servizio di elevata qualità ai consumatori, di raggiungere adeguate economie di scala, di implementare l’intensità degli investimenti, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti e della sicurezza dei lavoratori». E dichiarano che «permane la volontà, che ci ha ispirato nel progetto di fusione, di raggiungere l’obiettivo del gestore unico provinciale, così come delineato dal legislatore del Fvg con la legge regionale 5 del 2016».
Le polemiche. «A quanti giudicano sbagliata questa fusione perché porterà all’aumento delle tariffe – così Vignaduzzo –, rispondo che forse sono mossi da interessi politici che vanno al di là di quelli della popolazione. Abbiamo operato per garantire il servizio esistente e gli investimenti che devono essere effettuati anche per evitare infrazioni (Fiume Veneto, per esempio, ne attende ben oltre quattro volte le sue capacità di produrre reddito)».
Il presidente di Lta non teme eventuali fughe verso Hydrogea – al momento non ufficializzate – dai 4 Comuni contrari: «Fiume Veneto detiene solo lo 0, 063 per cento delle quote». I vantaggi della fusione? «Economie di scala – continua – e risparmi gestionali stimati in almeno 2 milioni di euro nei primi tre anni». E i previsti aumenti? «Le tariffe – ricorda – dipendono dagli investimenti che devono essere effettuati nelle infrastrutture idriche e sono stabiliti dall’Ausir, l’ambito unico regionale. Non dalla società». Le decisioni saranno prese in Veneto, come sostiene qualcuno? «È vero il contrario, saranno i Comuni veneti a entrare nell’autorità unica friulana»”.
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