Ragazzina aggredita a Pordenone, la mamma incontra il sindaco: «Pronti ad agire contro il bullismo»
La testimonianza della famiglia dopo la violenza in centro storico tra minacce e tentativi di taglio dei capelli con le forbici. Basso promette interventi concreti e progetti educativi per i giovani

Un incontro all'insegna del dialogo, dell'ascolto e della volontà di trasformare un drammatico episodio di violenza giovanile in un'occasione di riscatto e prevenzione per l'intera comunità. Nella giornata di oggi, 24 ottobre 2026, i familiari della ragazzina di 13 anni aggredita nei giorni scorsi nel centro storico di Pordenone hanno incontrato in Municipio il sindaco ed il competente assessore comunali.
La vicenda riguarda l'aggressione subita dalla giovanissima, affrontata da coetanei con minacce, l'ostentazione di forbici vicine al volto, il tentativo di tagliarle i capelli a forza e pesanti intimidazioni per impedirle di sporgere denuncia.
La lettera della madre: «Trovata grande umanità, Pordenone non si gira dall'altra parte»
A margine del colloquio con i vertici dell'amministrazione comunale, la madre della vittima ha reso pubblica una nota per esprimere la propria gratitudine verso le Istituzioni locali.
«Siamo stati accolti con grande umanità, disponibilità e accoglienza», si legge nel comunicato diffuso dalla famiglia. Abbiamo trovato due persone che ci hanno ascoltato veramente, che hanno compreso la gravità di quanto accaduto e la sofferenza di una famiglia. Il sindaco e l'assessore ci hanno dato il loro pieno appoggio e la loro vicinanza, non solo come Istituzioni, ma come persone e come genitori. Cosa più importante, ci hanno dato la loro piena disponibilità ad affrontare e risolvere concretamente il problema del bullismo nella nostra città, non con parole di circostanza, ma con l'impegno ad agire».
La testimonianza intende dare fiducia al tessuto sociale cittadino: «Pordenone non è una città che gira la testa dall'altra parte, è una città che protegge i suoi ragazzi. La vicenda di mia figlia non vuole essere solo una denuncia di un fatto grave, le forbici viste fuori e davanti alla faccia, il tentativo di tagliarle i capelli a forza, l'umiliazione, la minaccia 'se denunci ti spacco la faccia', ma vuole diventare un'occasione per dire basta».
L'appello per progetti nelle scuole e nei luoghi di ritrovo
L'auspicio formulato dai genitori della minore è che l'attenzione istituzionale possa tradursi rapidamente in interventi strutturati e diffusi sul territorio sul piano educativo e del controllo.
«Basta bullismo, basta violenza tra ragazzini, basta indifferenza di chi guarda come a teatro», prosegue la nota della madre. «Chiediamo che questa energia positiva diventi un progetto concreto per le scuole, per le famiglie, per i luoghi di ritrovo dei giovani. Noi come famiglia non cerchiamo vendetta, cerchiamo giustizia e cerchiamo che il dolore di mia figlia serva a proteggere altri ragazzi».
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