Polcenigo, a San Floriano trovati resti dell’età del bronzo

POLCENIGO. Sinora conosciuto per il parco rurale, lasciato in eredità dall’ingegner Luigi Bazzi, e per la chiesa, la cui costruzione si fa risalire all’alto Medioevo, il colle di San Floriano potrebbe rivelarsi un sito archeologico al pari di quelli già conosciuti. È il caso dell’abitato palafitticolo del Palù del Livenza, diventato nel 2011 sito Unesco, della necropoli pluristratificata di San Giovanni in località Sottocolle con reperti databili alla tarda età del ferro e all’epoca tardoantica, del castello di Polcenigo. È questo, infatti, il risultato delle indagini archeologiche svolte sul colle grazie alla passione del Gruppo archeologico locale, all’importante contributo della Fondazione Crup, della Comunità pedemontana, del Comune di Pordenone, alla fattiva disponibilità della Fondazione Bassi, della parrocchia di San Giovanni e della Curia vescovile. «Gli scavi – sottolinea Mario Cosmo – hanno consentito di confermare l’esistenza attorno alla chiesa di un cimitero, con inumati risalenti all’anno mille o anche prima, mentre a poche decine di metri sono state rinvenute tracce dell’età del bronzo». Dalle indagini, infatti, sono emersi diversi orizzonti cronologici che dal bronzo recente si sviluppano fino all’alto Medioevo senza escludere una possibile frequentazione del sito anche in epoca romana. «L’indagine archeologica eseguita – commenta Matteo Frassini, funzionario archeologo della Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia – pur rivestendo caratteri preliminari e ricognitivi ha comunque restituito dati sufficienti per poter confermare l’importanza del colle di San Floriano in qualità di sito pluristratificato restituendo importanti tasselli di un passato che potrebbero colmare, proprio attraverso lo scavo, i molti sospesi lasciati dalle fonti scritte. A più ampia ragione vale per la protostoria e pertanto solo future ricerche sistematiche e maggiormente estese potrebbero precisare i dati finora acquisti arrivando forse a precisare in termini crono-topografici l’articolazione dell’intero insediamento. L’eventuale futura conferma delle potenzialità archeologiche del sito di San Floriano lo porrebbe a diretto confronto con altri siti pedemontani (Colle Castelir, Montereale Valcellina) che si ponevano in collegamento con le direttrici dirette dalla pianura ai valichi alpini orientali».
Mario Modolo
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