Ospedale di Pordenone, la lettera aperta: «Noi, pochi infermieri con turni di 12 ore»
L’obiettivo della missiva è far conoscere la situazione che, ogni giorno, i professionisti vivono all’interno dei reparti ospedalieri: «Dovremmo dedicarci di più ai pazienti»

«Viviamo da mesi trovandoci a fare i conti con turni da 12 ore per coprire malattie, richiami in servizio dai pochi riposi che spesso abbiamo, oltre a farci carico delle sostituzioni dei colleghi di altri reparti». Con queste parole, racchiuse in una lettera, un infermiere del Santa Maria degli Angeli ha denunciato una situazione divenuta ormai «insostenibile». «Siamo arrivati ad avere un rapporto di 1 infermiere per 14 pazienti, che ci fa perdere più tempo con la burocrazia che davanti alla persona», prosegue il lavoratore.
L’obiettivo della missiva è far conoscere la situazione che, ogni giorno, i professionisti vivono all’interno dei reparti ospedalieri. «Sono tanti i cittadini che provano un sentimento di fastidio e insoddisfazione verso il posto in cui lavoriamo, ma nessuno percepisce la realtà in cui noi lavoratori della sanità pordenonese ci ritroviamo, messi alle strette dall’incapacità di un sistema che non riesce, o non vuole, vedere che è retto dai pochi che ogni giorno perdono sempre più forza e speranze».
Poi le considerazioni sull’apertura di nuovi reparti, tra cui l’alta intensità chirurgica e il day surgery, «senza però considerare che di personale non ce n’è abbastanza», rileva. «Siamo pochi, siamo sempre meno, e azioni per sopperire a questa mancanza non ne vediamo», prosegue il professionista. «Importare lavoratori dall’estero, mentre si perde chi si sta formando e nostre spese, non è una soluzione», denuncia nella lettera.
«La maggior parte di noi è scoraggiata. Vogliamo che chi decide per noi del nostro lavoro non si rinchiuda negli uffici dei piani alti, ma venga a vedere e toccare con mano quello che facciamo e viviamo ogni giorno».
Poi la critica alle modalità con le quali sono state realizzate le nuove strutture del territorio, «senza interpellare nessuno di noi nei progetti». «Alla fine», si legge in chiusura della lettera, «tutto ciò ricade sul vero centro del nostro lavoro: il paziente. Ci aspettiamo azioni concrete e dialogo costante. Vogliamo lavorare, ma lavorare bene».
Il presidente dell’Ordine degli infermieri Luciano Clarizia si è detto disponibile a un confronto con il professionista: «Sono pronto a incontrarlo per ascoltare i problemi e aprire un dialogo».
Massimo sostegno all’autore della lettera è arrivato dal segretario della Fp-Cgil Pierluigi Benvenuto: «Quanto ha denunciato è la realtà», ha riferito. «I turni da dodici ore sono divenuti una costante e, nonostante i vari annunci, a oggi nuove assunzioni non se ne vedono».
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