Omicidio Ruoso, caccia a tracce di sangue con il Luminol nell'auto di Bedin: da analisi e rilievi 3D le risposte mancanti
Specialisti al lavoro su scena del delitto, auto e ufficio del 67enne accusato di aver ucciso l’imprenditore nel suo attico a Porcia. Ad assistere agli accertamenti i legali del reo confesso e della figlia della vittima

Specialisti in tuta bianca equipaggiati con luminol, provette e tamponi a caccia di tracce ematiche e rilievi 3D sulla scena del crimine. Si sono conclusi mercoledì 18 marzo sera gli accertamenti tecnici durati tutto il giorno, tra la Questura, dove è stata esaminata la Mercedes, fino all’ufficio dell’ex braccio destro di Mario Ruoso e la scena del delitto.
La confessione di Loriano Bedin non basta, per chiudere il caso servono riscontri. Le risposte arriveranno dal lavoro degli specialisti della scientifica, che avranno il compito di allineare le evidenze che emergeranno con quanto raccontato da Bedin nella sua ricostruzione del delitto di cui si è autoaccusato. Impegnati nelle operazioni gli investigatori della squadra mobile, della scientifica di Pordenone, dell’ufficio interregionale di Padova e il pool di esperti romani.
Agli accertamenti erano presenti gli avvocati della difesa Giorgio Mazzuccato e Pierluigi Tornago e l’avvocato Ludovica Toppan, in sostituzione del collega Pierpaolo Dell’Anno, che tutela Antonietta, la figlia della vittima. Tuttavia i legali hanno potuto assistere solo a distanza, senza intervenire direttamente sulle aree interessate dal sopralluogo della scientifica.

Le verifiche sono iniziate nei garage sotterranei della sede della Questura, dove è stata portata l’auto intestata alla compagna del reo confesso, che l’aveva utilizzata per recarsi in via del Porto a Porcia. Sulla vettura sono stati eseguiti rilievi fotografici per documentare ogni dettaglio.
Bedin, dopo aver commesso il delitto, con l’auto che aveva lasciato nel parcheggio del cimitero di Rorai Grande, da cui si era mosso a piedi per raggiungere l’appartamento di Ruoso, si era recato nell’ufficio di via Dogana per lavare il tappetino del lato guidatore.

Gli investigatori sono ricorsi al luminol e agli ultravioletti per verificare la presenza di tracce ematiche da analizzare. In via del Porto l’appartamento di Ruoso è stato scansionato con una strumentazione in grado di riprodurre una ricostruzione tridimensionale della scena del delitto. Ad attendere fuori dal condominio il nipote del cavaliere Alessandro Ruoso. Nel pomeriggio le attività si sono spostate nell’ufficio di Bedin in via Dogana, dove con rilievi fotografici e campionamenti sono state raccolte le ultime tracce da analizzare.
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