Amici, clienti e collaboratori: in trecento ai funerali del cavalier Ruoso, l’imprenditore ucciso nel suo attico
A Vigonovo di Fontanafredda l’ultimo saluto al proprietario del Garage Venezia e patron di Telepordenone. Il parroco: «In paradiso potrà recuperare le sue capacità come abile meccanico e la sua passione per le corse automobilistiche»

Tra i perché ancora sospesi di una morte tanto atroce e i ricordi dei gloriosi anni d’oro del cavalier Mario Ruoso, in circa 300 si sono ritrovati a Vigonovo di Fontanafredda, nella chiesa Santa Maria Assunta di Vigonovo, per l’ultimo saluto al patron di Telepordenone e del Garage Venezia: amici, collaboratori, clienti da tutto il Nordest e cittadini comuni, legati dalla volontà di rendere omaggio a un uomo che per anni ha segnato la vita economica e sociale del territorio.
Poche parole, molti silenzi: la città accompagna così uno dei suoi personaggi più noti, ucciso nella sua casa di Porcia il 4 marzo. Dentro la chiesa il rito funebre, fuori i ricordi e le domande che la sua morte ha lasciato aperte. In prima fila la figlia Antonietta con il marito Vito, il fratello Lino e i due nipoti, Alessandro e Giuliano. «Ora - ha dichiarato il parroco, don Fabio Magro -, accolto in Paradiso, potrà recuperare le sue capacità come abile meccanico e la sua passione per le corse automobilistiche, che lo hanno portato a vincere vari titoli nazionali. Ma anche la sua dedizione al lavoro e la sua capacità da imprenditore, grazie alle quali è riuscito a sviluppare attività in vari campi, dalle auto alla televisione, e a ricevere il titolo di Cavaliere della Repubblica».
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