Nell’ex stazione ippica di Latisana un museo friulano (dopo 9 anni di lavori)

LATISANA. Dopo nove anni di cantiere, si avvia al termine la ristrutturazione dell’ex stazione ippica. Destinazione d’uso: museo della cultura friulana.
Quando mancano pochi mesi alla conclusione dell’intervento di recupero dell’edificio, risalente all’inizio del secolo scorso e utilizzato come stazione di monta per le razze da tiro e poi per i cavalli da corsa, anche in collaborazione con l’Istituto di incremento ippico di Ferrara, non cambia la destinazione d’uso, vincolata dalla normativa regionale sulla base della quale è stata concessa una parte dei fondi utilizzati per il recupero, che non permette, per cinque anni dalla data del collaudo, alcuna modifica. In caso contrario il Comune si vedrà obbligato a restituire i fondi ottenuti.
Una delle soluzioni percorribili potrebbe essere quella di adibire a museo della cultura friulana una sola parte dell0edificio, tenendo a disposizione per altri fini le restanti sale.
Un progetto costato nel complesso oltre 1 milione e 200 mila euro, per recuperare 270 metri quadrati disposti su due piani: quattro salette al piano terra, per complessivi 115 metri quadrati e una sala al primo piano di 140 metri quadrati. Il tutto sotto l’occhio vigile della Soprintendenza per i beni architettonici per il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia, che ha previsto per il recupero alcuni vincoli, come la conservazione del prospetto principale e anche dei serramenti, sottoposti a un processo di recupero.
Dal primo finanziamento ottenuto nel 2007 i lavori sono cominciati nel 2009 e sono proseguiti fino al 2012, quando, in attesa di completare la fase progettuale e di appalto per il secondo lotto di intervento, l’introduzione del patto di stabilità ha costretto l’amministrazione comunale a un rinvio, non solo per tutto il 2013, ma anche per il 2014. Solo a ottobre 2015 è stato possibile programmare l’avvio del secondo intervento con alcuni lavori complementari di ristrutturazione e restauro.
Il vincolo della destinazione d’uso a museo è arrivato solo con l’avvio del secondo lotto di intervento, perché il primo stralcio prevedeva il recupero dell’ex stazione ippica «da destinarne alle associazioni operanti nel territorio comunale», come si legge negli atti di allora e rientrava in un più ampio finanziamento di oltre 36 milioni di euro messo a disposizione dalla Regione per il recupero di castelli ed edifici di rilevante valore storico.
L’ultima fase di intervento avviata lo scorso novembre, prevede il completamento del primo piano (isolamenti, impiantistica, rivestimenti, finiture), la realizzazione di due corpi scala (di cui uno di emergenza), l’installazione dell’ascensore esterno e il completamento dei marciapiedi che circondano il fabbricato.
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