Necropoli della Santissima e di Angoris Un patrimonio di tesori altomedioevali

Deve essere stata abbiente la comunità di Bertiolo nel 1500 se ha potuto permettersi di commissionare ad artisti per ora sconosciuti, ma di buona scuola, gli affreschi riportati all’originario splendore dal restauro in corso in quel che resta della cappella attigua alla parrocchiale. In effetti, guardando alla ricchezza del patrimonio artistico del luogo, è da credere che Bertiolo fosse nei secoli un posto felice. A cominciare dai corredi altomedioevali della necropoli della chiesa della Santissima e quella di Angoris. Forse al benessere diede continuità la fiorente attività di mulini e battiferro, l’attività tessile documentata in antico poi confluita nell’opificio della filanda, di cui resta l’edificio settecentesco. Secondo la studiosa Cristina Collavini, al tempo un ceto di notai e avvocati poteva permettersi di assoldare ebanisti famosi per gli altari della chiesa di San Martino Vescovo. E quella di Screncis da cappella votiva diveniva santuario delle comunità del Medio, come è tuttora col celebre Ottavario.

P.B.

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